Gualtieri vince le primarie, a Roma votano in 48mila

Scongiurato il rischio flop, ma niente a che vedere con i circa 100mila partecipanti alle primarie 2013, quando vinse Ignazio Marino

Roberto Gualtieri festeggiato dagli altri candidati alle primarie del centrosinistra Tobia Zevi e Cristina Grancio

Sarà Roberto Gualtieri il candidato del centrosinistra a Roma. Lo hanno deciso i 48mila partecipanti alle primarie cittadine che, a larga maggioranza, hanno affidato a lui l’arduo compito della scalata al Campidoglio.

Ad annunciare la sua vittoria è il segretario Enrico Letta parlando di “successo” per il parlamentare dem ed ex ministro dell’Economia nella Capitale. I votanti sono stati  48.624 e Gualtieri ha vinto la competizione elettorale della coalizione con 28.561 voti, pari al 60,64%. A seguire l’esponente Pd: il presidente del Municipio III Giovanni Caudo con 7.388 preferenze pari al 15,68%; il consigliere regionale Paolo Ciani, con 3.372 voti pari al 7,16%; Imma Battaglia al 6,34% con 2.987 voti, Stefano Fassina con 2.625 voti, pari al 5,57%; Tobia Zevi 3,53% con 1.663 voti; infine Cristina Grancio con 497 preferenze pari al 1,05%.

Dopo aver battuto gli altri sei partecipanti, l’ex titolare delle finanze nel Conte bis dovrà vedersela in autunno con Enrico Michetti per il centrodestra, con la sindaca Virginia Raggi per il M5s e con il leader di Azione Carlo Calenda.

Il dato dell’affluenza – se da un lato ha scongiurato il rischio flop mettendosi in linea con il risultato del 2016, dall’altro non ha niente a che vedere con i circa 100mila partecipanti alle primarie 2013, quando vinse Ignazio Marino. “Stiamo dimostrando che il popolo del centrosinistra c’è”, ha detto soddisfatto il segretario dei democratici Enrico Letta prospettando, già a metà pomeriggio, di una “grande affluenza”, tanto nella Capitale quanto a Bologna.

“La prima scommessa è vinta. Le primarie a Roma e Bologna sono un successo di popolo e pur in epoca Covid hanno affluenza come preCovid. Il successo di Lepore e Gualtieri dimostra che abbiamo avuto ragione a non aver paura a farle perché il popolo di centrosinistra è con noi. Avanti”. Dopo una lunga riflessione interna al Pd – che in prima battuta avrebbe preferito Nicola Zingaretti – Gualtieri, accademico, deputato dem ed ex titolare dell’Economia, si è fatto avanti agli inizi di maggio. Ora è su di lui che punta forte il partito guidato da Letta: l’obiettivo è vincere il ballottaggio e, poi, guadagnare la prima poltrona di Palazzo Senatorio. Chissà, magari anche grazie ad un’alleanza giallorossa, tutta da costruire al secondo turno.

Ma, la strada è ancora lunga e ricca di ostacoli. Gualtieri, dopo aver votato, ha parlato di “una bellissima giornata” con “oltre mille volontari” in campo, ma soprattutto con i romani che hanno dimostrato di voler contribuire alla costruzione di una “grande squadra e alleanza”. Quindi, la sottolineatura: con il caldo e la partita dell’Italia “la partecipazione è ancora più straordinaria”. A sfidarlo sono stati in sei candidati: Imma Battaglia, Giovanni Caudo, Paolo Ciani, Stefano Fassina, Cristina Grancio e Tobia Zevi.

In mattinata, il comitato di Giovanni Caudo, minisindaco del III municipio ed ex assessore all’Urbanistica della giunta Marino, ha segnalato in alcuni seggi “leggerezze nei controlli dei documenti o addirittura di palesi violazioni”. Mentre, sul fronte social, sotto i riflettori è finito il Pd romano che ha postato su Facebook una scheda con sei caselle vuote e un solo nome barrato: quello di Gualtieri.

La trovata ha infastidito Imma Battaglia: “I voti si conquistano con l’informazione, con i programmi e con le idee, e non oscurando dei nomi”. E il leader di Azione Carlo Calenda non ha perso occasione per polemizzare, con la consueta ironia: “Alla voce primarie aperte. Un vero esercizio di democrazia. Daje”. “Non sentirete da me una sola parola polemica”, ha replicato gelido Letta. Anche dopo le primarie, per la sfida del Campidoglio il campo del centrosinistra resterà affollato, visto che contro il ticket del centrodestra Michetti-Matone sono candidati anche Calenda e Raggi. Già dal mattino, nei 187 gazebo sparsi per la città, si respirava un cauto ottimismo: file da San Giovanni a Donna Olimpia e al seggio di Monteverde è stato avvistato anche Nanni Moretti. Le schede erano due fogli bianchi identici, differenti l’uno dall’altro solo per i colori con cui erano riportati i nomi dei candidati, tanto che alcuni elettori hanno segnalato il rischio che, una volta piegate, potessero essere inserite nell’urna sbagliata. (di Paola Lo Mele per Ansa)

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