Il Fatebenefratelli alla Tiberina in vendita al gruppo San Donato

Oltre 800 mila prestazioni, il nosocomio è un fiore all’occhiello della sanità religiosa, ora però in crisi. I sindacati chiedono chiarimenti sul piano

L’ospedale Fatebenefratelli sull’isola Tiberina potrebbe, anzi è molto probabile, passare di proprietà. Appunto dall’Ordine ospedaliero San Giovanni di Dio al gruppo San Donato. Una vendita, apprendiamo, che è in fase di finalizzazione e che potrebbe avvenire al massimo entro l’autunno.

Attualmente il Fatebenefratelli è composto da venti unità operative, e nei fatti, assieme al Santo Spirito, è l’unico ospedale del primo municipio.  In particolare, il nosocomio è un punto di riferimento importante per le nascite a Roma e nel Lazio ma anche nel resto d’Italia. All’Isola Tiberina solo nel 2020 hanno partorito circa 3.300 mamme all’interno di un Reparto che ha una disponibilità di appena 46 posti letto in Ostetricia, di cui 10 per patologia ostetrica.

L’attività di emergenza, nel 2020, ha effettuato circa 25000 accessi di Pronto Soccorso. Le prestazioni ambulatoriali in convenzione, comprese le prestazioni di Laboratorio Analisi, ammontano a 800735. Il personale dell’Isola è composto da circa 827 dipendenti, tra medici, infermieri, tecnici, ostetriche, amministrativi, ausiliari e altre qualifiche, oltre a circa 161 consulenti. Negli anni, tante le iniziative di apertura al territorio.

La sanità religiosa nel Lazio è in forte sofferenza. Dunque, il Fatebenefratelli all’Isola Tiberina fa sapere che “sono stati avviati – e sono in corso di implementazione – tutti i passaggi formali necessari al perfezionamento dell’operazione nel rispetto delle procedure previste dalla legge e previo ottenimento delle autorizzazioni, il tutto a salvaguardia degli interessi del ceto creditorio”.

Il San Donato ad oggi è l’unico gruppo che si è dichiarato disposto ad acquisire l’ospedale e l’offerta “contiene l’impegno irrevocabile dell’offerente ad assicurare la continuità della gestione dell’Ospedale prevedendone il rilancio attraverso un piano di investimenti e interventi pienamente coerente con gli obiettivi della centralità del paziente, dell’umanizzazione e dell’universalità delle cure, dell’inclusione, del rispetto delle diversità, e dei valori cristiani divulgati da San Giovanni di Dio, fondatore dei Fatebenefratelli”.

I sindacati però hanno molti dubbi sulla bontà dell’operazione, tanto che un mese fa hanno organizzato una manifestazione di fronte al sindacato. “Mille dipendenti e mille famiglie allo sbando, mentre il futuro del Fatebenefratelli è appeso a un filo e le trame di un possibile passaggio di proprietà al Gruppo San Donato si tessono nell’ombra, ignorando ogni obbligo di legge sulla trasparenza nei confronti dei dipendenti e dei loro rappresentanti”, hanno scritto in una nota i sindacati confederali  che lamentano anche la parziale applicazione, in danno dei lavoratori, del nuovo contratto della sanità privata.

Il San Donato è presieduto da Angelino Alfano, uomo ben introdotto negli ambienti religiosi, e l’acquisizione del Fatebenefratelli è un’operazione strategica per il Gruppo, radicato principalmente al Nord.

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