Immobiliare, investitori riscoprono la Capitale

Secondo il Sentiment elaborato da Università di Parma e Sorgente Group vanno molto bene il settore direzionale e l’hospitality, sempre vivace il centro storico

Rallenta l’economia in generale ma l’andamento è un po’ a macchia di leopardo. Per esempio il mercato immobiliare romano è interessato da una certa vivacità e la Capitale si attesta al secondo posto, dopo Milano, tra le mete di investimento più interessanti per i settori residenziale, uffici e negozi. E’ invece al primo posto della classifica ideale per quanto riguarda gli investimenti nel settore alberghiero. Quindi le grandi città rimangono interessanti e in particolare per l’hospitality il Centro Italia si rivela quello a più alta crescita. È il quadro che emerge dalle rilevazioni dell’indagine “Sentiment del mercato immobiliare”, la ricerca nata da un’idea di Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group, e condotta da Claudio Cacciamani, docente dell’Università di Parma. Allargando lo spettro d’indagine, nel focus sulle due principali destinazioni, Roma e Milano, sembra che il centro cittadino sia ritenuto particolarmente appetibile per gli investimenti nel settore commerciale mentre per gli uffici le zone semi-centrali, infine per l’industriale vengono preferite le zone periferiche.

Innegabile, tuttavia, il rallentamento in atto su scala nazionale: come evidenziano anche altre analisi (ad esempio gli studi più recenti di Scenari Immobiliari), a fronte di un trend vivace riscontrato a fine 2017, il 2018 sembra orientarsi maggiormente verso una prospettiva di sostanziale stabilità o moderato sviluppo. Lo rappresenta bene l’indice che sintetizza il Sentiment, ovvero il Fiups, che è passato da 19,59 a 19,51. L’indagine, elaborata su base quadrimestrale dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare, si basa su interviste rivolte a circa duecento operatori del mercato, appartenenti ai settori del trading, development, propertymanagement, facility management, progettazione, valutazione, consulenza e finanza immobiliare. Passando ai numeri, il 62,5% del campione ritiene vi sia stato un miglioramento dei principali indicatori macroeconomici, con la percezione di una crescita nei prossimi mesi (lo sostiene oltre il 45% del campione intervistato). Anche il real estate viene considerato in un quadro ottimista, seppure in un contesto di generale stabilizzazione (secondo il 28% degli operatori).

A giudicare dalla vivacità della business community, che continua a incontrarsi in eventi e fiere di settore, molto probabilmente ci si interroga ancora su come modulare la propria strategia di lavoro e investimento sulle mutate tendenze nell’economia e nella società. Diretta conseguenza di questo atteggiamento è la convinzione che i prezzi si manterranno sui livelli degli ultimi anni o, tutt’al più, che cresceranno a ritmo moderato, mentre i tempi di vendita vengono dati in fase di stabilizzazione o addirittura in aumento. Sul fronte geografico, rimane la percezione che il Nord Ovest riscontri la maggiore crescita su tutti i comparti, tranne che per l’industriale, per il quale risulterebbero privilegiate le località del Nord Est, e il settore degli alberghi, per il quale Centro e Sud avrebbero la maggiore probabilità di crescita.

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