Il settore residenziale del mercato delle compravendite immobiliari della Capitale è tornato attrattivo e ha superato Milano. Nel 2024 Roma ha registrato +2 per cento delle operazioni sul 2023, a fronte del calo -3,5 per cento di Milano e del +1,3 di media dell’Italia. La ripresa del mercato romano è iniziata nel secondo semestre del 2024 (+5,7 per cento) che ha permesso di chiudere lo scorso anno con un incremento complessivo del +2 per cento. Guardando ai primi sei mesi del 2025, Roma ha registrato 18.368 compravendite (+7 per cento) confermando la ripresa del primo trimestre dell’anno (+10,2 per cento) a fronte di un +6,8 per cento di Milano con 11.996 compravendite. È quanto emerge dal terzo rapporto sul mercato immobiliare di Nomisma, presentato questa mattina a Roma e che analizza l’andamento a livello nazionale e nei 13 principali mercati italiani (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Venezia).
Insieme al numero di operazioni cresce anche il costo delle abitazioni di +1,5 punti percentuali per immobili nuovi o in ottimo stato. Su base semestrale, però, si registra un calo dello 0,7 per cento dei costi, secondo una dinamica che interessa in modo generalizzato sia il mercato del nuovo, sia il segmento delle abitazioni usate, che presentano variazioni annuali positive (+1,9 per cento) e semestrali in flessione (-0,7 per cento). Per le proprietà nuove o ristrutturate lo sconto medio rimane contenuto (6-7 per cento) rispetto a quelle usate (10 per cento), che in periferia presentano uno sconto di negoziazione medio pari al 12 per cento. Per quanto riguarda l’acquisto, circa il 57 per cento delle domande si orienta verso immobili situati in città, mentre il restante si distribuisce tra i Comuni di prima cintura (28 per cento) e altri Comuni (15 per cento). Con riferimento all’assorbimento, i tempi di vendita confermano il range tra 4 e 5 mesi per entrambi gli stati manutentivi.
Il canone medio di locazione invece registra un incremento annuale pari a +3,4 per cento e semestrale pari a +1,4 per cento, in continuità con i due semestri precedenti. Il rendimento medio lordo annuo da locazione è sostanzialmente stabile attorno ai 6 punti percentuali. I tempi di locazione sono abbastanza omogeni tra le diverse zone e si attestano intorno ai due mesi, spiegano da Nomisma. Nel complesso la locazione mostra una concentrazione ancora più marcata nel capoluogo, a fronte di una quota più contenuta nei Comuni limitrofi (21 per cento) e in altri Comuni (14 per cento). Secondo l’indagine condotta da Nomisma, la domanda di locazione è cresciuta progressivamente dal 2021 ad oggi, in misura più significativa rispetto alla domanda di acquisto, che ha ripreso a crescere solo dalla seconda parte del 2024.
“Sono dati che certificano che Roma va sempre meglio sull’immobiliare e sta crescendo, soprattutto rispetto al mercato italiano che invece ha una certa flessione”, ha detto l’assessore all’Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia. “Siamo soddisfatti perché soltanto se c’è una crescita possiamo affrontare e risolvere i problemi, se la crescita non c’è siamo tutti più poveri. È chiaro che questi dati ci soddisfano per il lavoro che stiamo facendo ma, allo stesso tempo, ci consegnano anche una maggiore responsabilità perché ora dobbiamo fare in modo che questa crescita sia distribuita. La domanda di affitto cresce, ma crescono anche i costi e abbiamo una parte di popolazione che va in difficoltà perché non aumentano gli stipendi. Abbiamo un mercato immobiliare molto attivo ma abbiamo anche una qualità degli edifici che è piuttosto bassa e quindi dobbiamo sostenere i piccoli proprietari nella rigenerazione edilizia. Ci sono quindi numeri positivi per Roma ma anche grandi sfide, che affronteremo ma che meriterebbero un’attenzione anche da parte dello Stato”, ha aggiunto.
Sul fronte del mercato direzionale al dettaglio, secondo l’indagine, infine, l’attività transattiva a Roma ha subito una significativa battuta d’arresto, pari a -20,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con riferimento alle quotazioni, nel secondo semestre 2025 il segmento direzionale registra una flessione sia su base annuale (-2,3 per cento) sia semestrale (-1,3 per cento), più accentuata nei business district rispetto alle altre zone urbane. E dopo la battuta d’arresto del consuntivo 2024 (-4,2 per cento annuo), il mercato romano dei negozi al dettaglio, con 1.240 transazioni, ha registrato nel primo semestre 2025 un buon incremento degli scambi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+7,6 per cento), recuperando il trend di crescita che aveva caratterizzato i tre anni dal 2021 al 2023. Il risultato semestrale conferma quindi il dato positivo del primo trimestre dell’anno (+6,6 per cento). I sentiment previsionali degli operatori immobiliari a Roma – spiegano da Nomisma – evidenziano, per il primo semestre 2026, un netto miglioramento del comparto della locazione, in termini di numero di contratti e livello dei canoni, mentre sono previsti in leggera crescita anche numero di compravendite e prezzi medi