La giunta Gualtieri: alla scoperta dei nomi che circolano di più

Da Monica Lucarelli (possibile vice Sindaco o deleghe al Commercio) a Sabrina Alfonsi, passando per Gotor, Veloci e Leonardi: ecco gli assessori "in pole position"

I politici e i tecnici, le donne e gli uomini, l’equilibrio tra correnti del Pd e piccole formazioni della coalizione, Gualtieri cerca di modellare la giunta su queste dinamiche, ma cerca anche una squadra che gli assomigli per il difficile lavoro che lo attende e ormai la presentazione ufficiale è imminente. Su alcuni nomi le indiscrezioni sono ormai ricorrenti, ma chi sono gli assessori “in pole position”?

Monica Lucarelli (possibile vice Sindaco o deleghe al Commercio) raccontò sul palco all’inizio della campagna elettorale di Gualtieri come nel suo via vai con Milano e Torino ad un certo punto decise di restare a Roma, anche perché, oltre ai natali, la sua formazione è tutta romana tra La Sapienza e Tor Vergata dove ha perfezionato i suoi studi di ingegneria e a Roma partecipa all’evoluzione dell’impresa di famiglia, una storica azienda romana esperta di information technology, dove, ricopre il ruolo di project manager. Ma a darle una dimensione ampia sono stati anche gli incarichi ricoperti all’Unione industriale, presidente dei giovani imprenditori di Roma, nei suoi trascorsi ci sono Fiat, Italo Treno, Amnesty International e persino la partecipazione al Comitato promotore per i giochi olimpici di Roma 2024 che fu affossato dalla giunta Raggi per motivi che lei ha definito “ideologici”. Monica Lucarelli ha detto di voler valorizzare le energie del mondo professionale con quello imprenditoriale. Lei ha detto che “nel campo digitale, farmaceutico, biomedico Roma non è seconda a nessuno e nel Lazio ci sono poli industriali rilevanti”. La sua designazione diventa anche un riconoscimento alla Lista Civica per Gualtieri che ha espresso nomi fuori dal giro dei partiti di centrosinistra e con il suo 5,4% ha dato il suo contributo all’elezione di Gualtieri.

Sul nome di Miguel Gotor alla Cultura si può essere tentati dal risiko politico che colloca lo storico oggi in quota Articolo 1 di Speranza. Gotor in passato è stato il braccio destro di Bersani, poi senatore del Pd che ha seguito la scissione di Leu, ma Gotor piace a Gualtieri soprattutto per un trascorso accademico simile al suo. Insegna storia moderna e storia dell’arte ed è anche un apprezzato saggista, nel 2008 vinse il premio Viareggio per il suo volume su Aldo Moro intitolato “Lettere dalla prigionia” che da allora gli è valso il riconoscimento come uno dei massimi esperti dello statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978. Passando per la pubblicistica sulla storia dei pontificati, ha attraversato un secolo di storia nazionale con il libro del 2019 edito da Einaudi: “L’Italia del Novecento. Dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon”. Si trova a suo agio nei festival letterari a cui spesso partecipa, entrerebbe nella giunta più come profilo tecnico che politico, e per Gualtieri con un ‘rassicurante’ profilo di sinistra, il Pd con Renzi diceva nel 2017 Gotor aveva subito una “mutazione genetica”.

Sabrina Alfonsi dal 2013 è stata presidente del Primo municipio, un ruolo ricoperto sino all’ultima legislatura, al quale ha affiancato deleghe dirette nelle politiche educative e scolastiche e lo ha fatto anche per il Partito democratico romano. Ma è proprio l’esperienza amministrativa il suo punto forte e a rinforzare il suo profilo ci sono anche le 7 mila preferenze ottenute in elezioni caratterizzate dalla scarsa affluenza alle urne. E’ uno dei nomi su cui ha puntato Zingaretti che l’ha voluta capolista del Pd e praticamente sin dalla sua candidatura ha avuto un percorso da predestinata per andare ad occupare una casella delicatissima come quella dell’Ambiente e la gestione del decoro urbano. Ma Alfonsi potrebbe in alternativa ricevere le deleghe sulla Scuola, un altro settore nel quale il Comune è chiamato a prendere decisioni importanti e di svolta rispetto allo stato in cui versa la scuola in città, dall’edilizia al corpo docente.

Maurizio Veloccia (possibile assessore all’Urbanistica) ha fatto la campagna elettorale in ticket con Sabrina Alfonsi, sono apparsi insieme sui manifesti del Pd, ha dichiarato di aver speso 20mila euro per la campagna elettorale, provenienti da autofinanziamento e raccolta fondi. Quanto “zingarettiano” sia lo testimonia il fatto che dal 2016 è il vice capo di gabinetto del presidente del Lazio, e nel 2018 è stato coordinatore della campagna elettorale per la rielezione di Zingaretti. Ma Veloccia è stato anche un giovane presidente di Municipio, l’XI, il municipio di Corviale ad appena 30 anni, incarico al quale è arrivato con un curriculum da ingegnere elettronico impegnato nei sistemi informatici di comunicazione.

Per l’assessorato al Bilancio da giorni si parla di un nome molto noto a Roma, quello di Silvia Scozzese, ex commissario del maxi-debito capitolino e assessora per un anno con Marino, ma in corsa ci sarebbe anche Marco Leonardi, che arriverebbe da Palazzo Chigi, dove dirige il dipartimento della Programmazione economica.

Appartiene a Roma Futura Claudia Pratelli, seconda degli eletti ed ex assessora alla Scuola in III Municipio per lei si parla di un ruolo alla Scuola o al Sociale. Mentre Demos ha proposto per Sociale o Politiche Abitative Paolo Ciani, creatore e coordinatore della Lista, o Barbara Funari. Europa Verde propone due nomi di grande trascorso politico tra gli ambientalisti: Grazia Francescato o Nando Bonessio per le deleghe di Rifiuti e Sport.

 

 

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