La Old economy strizza l’occhio al business della blockchain

“Anche il NASDAQA apre le porte ai Bitcoin. Attualmente sono 10 le società quotate nel mercato borsistico elettronico che hanno in cassa criptovalute”.

Fatta eccezione di qualche scettico, il business della blockchain attrae sempre di più i protagonisti dell’economia mondiale: dalle realtà del settore bancario, come Goldman Sachs, Morgan Stanley, e American Express, a multinazionali del calibro di Sony, Gucci, Prada, IBM, Facebook, Samsung, Google e DeutscheTelekom. Fino alla compagnia spaziale Space X, di proprietà di Elon Musk che finanzierà la missione spaziale “Doge-1” proprio tramite la criptovaluta Dogecoin.

“Con un livello diverso di coinvolgimento le criptomonete sono entrate a pieno titolo nei  fondi di investimento delle maggiori potenze economiche del pianeta –  spiega Gianluca Grossi di Criptovaluta.it  – Goldman Sachs inizierà ad offrire ai clienti l’accesso a prodotti finanziari derivati tramite un crypto trading desk, servizio attualmente rivolti ad una ristretta cerchia di clienti.
Più curioso il caso di JP Morgan, che sembra stia accelerando per un fondo a gestione attiva su Bitcoin. Fatto curioso, perché il chief executive della grande banca d’affari, soltanto nel 2017 aveva dichiarato di ritenere Bitcoin una truffa. Morgan Stanley, altro gruppo leggendario del banking a stelle e strisce ha attivato dei prodotti simili, che per il momento saranno disponibili soltanto per i clienti con capitali più importanti. JP Morgan, inizialmente ostile e sospettosa verso il mondo delle criptovalute, è dovuta tornare sui suoi passi”.

Sul fronte europeo l’entusiasmo sembra essere più contenuto, infatti la BEI – Banca Europea per gli Investimenti –  ha collocato solo una piccola tranche di obbligazioni proprio sulla blockchain di Ethereum.

“Moltissimi gruppi, in particolare lontano dall’Europa -prosegue Gianluca Grossi – sono già attivi nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni basate su blockchain, altri le utilizzano già in produzione, offrendo servizi ai clienti finali che viaggiano su blockchain, senza che il cliente spesso ne sappia nulla.  La blockchain sarà, come tecnologia, fondamentale per lo sviluppo di nuovi servizi finanziari”.

La blockchain è una catena di blocchi contenenti dati organizzati secondo una certa crittografia.
Le attività svolte nella rete, come inviare denaro o ricevere documenti, vengono validate da nodi distribuiti nella rete. I dispositivi li organizzano in ordine cronologico e sistematico, certificandone la validità, ottenendo una lista di operazioni intangibile.

Protocolli in blockchain come Avalanche offrono già tutti gli strumenti per disegnare mercati finanziari efficienti. Progetti come AAVE permettono di avere sistemi automatici di gestione degli interessi, per il prestito e il credito con collaterale in criptovalute. Sistemi come Uniswap permettono lo scambio automatico – e a basso costo – tra diversi token, che talvolta possono anche rappresentare valute reali, come Dollaro USA o Euro.

Chissà se la vivacità e la rapida ascesa della moneta virtuale farà cambiare idea anche ad uno dei più noti “crypto scettici” del mondo, Warren Edward Buffett, il quale recentemente ha definito i bitcoin “veleno per topi”.

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