La spedizione dei ‘’Mille’’ per conquistare Draghi

I sindaci, novelli garibaldini, sono consapevoli che un governo che si occupi solo della ordinaria amministrazione porterebbe il Paese in una palude e allontanerebbe i fondi Pnrr.

Alla città di Roma si sono aggiunti altri Comuni della Penisola che hanno superato il migliaio con l’obbiettivo di convincere il Premier dimissionario Mario Draghi a tornare sui suoi passi e proseguire alla guida di un governo, qualsiasi sia. L’iniziativa è stata criticata da Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni, che da sempre punta alle elezioni anticipate, l’ha tacciata come una bieca strumentalizzazione delle istituzioni.

 

Come i garibaldini, che a qualcuno non erano piaciuti, hanno sostanzialmente fatto l’unità d’Italia, la mobilitazione dei mille sindaci non è una prevaricazione del dettato costituzionale, ma la dimostrazione che nella gestione del Paese, vale sì il governo centrale, ma sono poi le città e i loro amministratori a metterci la faccia di fronte ai cittadini.

 

La discesa in campo delle ‘’mille’’ fasce tricolore potrebbe anche significare una svolta rispetto al progressivo allontanamento della gente dalla politica; che gli eventi di questi giorni, per molti versi difficilmente comprensibili, favoriscono.

 

Anche se i governi centrali sono apparsi spesso poco attenti alle necessità delle città, dai ‘’primi’’ cittadini arriva questa volta un autorevole e forte richiamo alla necessità di un esecutivo con una guida efficiente, come l’indiscusso Draghi. Certamente una iniziativa che se avrà successo con Draghi potrebbe riconquistare anche tanti cittadini alla politica.

 

Un politica, quella dei nuovi ‘’garibaldini’’, che si dimostra al di là degli schieramenti ( hanno firmato l’appello anche sindaci del centrodestra) consapevoli che in questa  situazione economica e sociale un governo che si occupi solo della ordinaria amministrazione porterebbe il Paese sull’orlo del disastro. ‘’Sarebbe un pio desiderio a Camere sciolte – rileva il costituzionalista e parlamentare PD, Stefano Ceccanti – pensare a gestire senza problemi le deleghe legislative la cui attuazione è materia di scelte politiche prima che tecniche. In quel caso vedo molto male il Pnrr’’. E ancora più pessimisti sono i sindaci che puntano proprio sui fondi Pnrr per risollevare le città che rappresentano.

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