Lavoro: in piazza a Roma i sindacati del settore edile “basta morti bianche”

presidio organizzato questa mattina a largo di Torre Argentina

La manifestazione dei sindacati a Roma.

Cinque croci, a cui sono stati appesi cappelli anti-infortunistica e delle maschere bianche senza occhi. Delle tute, sempre bianche, macchiate, però, di rosso, pendono dalle croci arrivando fino a terra, dove sono appoggiate scarpe e guanti da lavoro. Alle spalle si legge su uno striscione: “Basta morti sul lavoro”. Si presenta così il presidio organizzato questa mattina a largo di Torre Argentina, a Roma, da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil capitoline. Obiettivo è quello di far sentire alle istituzioni la voce dei lavoratori del settore edile. “Il nostro è uno dei settori più colpiti da questo fenomeno: qui a Roma, sabato scorso sono morti un ragazzo di 21 anni in una fabbrica del legno e un edile di 47 anni caduto da un ponteggio di cinque metri”, ha affermato Ermira Behri, segretaria regionale Fillea Cgil Lazio. “Per questo noi del settore – ha aggiunto Behri – abbiamo deciso di organizzare questo presidio. Nel Lazio, secondo i dati Inail, rispetto all’anno scorso, gli infortuni sono aumentati del 21 per cento. Quelli mortali sono aumentati del 33 per cento, da 6 a 9, non considerando le ultime tre morti: due la scorsa settimana e uno due settimana fa. Un Paese che presenta queste cifre – sottolinea la segretaria regionale Fillea Cgil – non può essere considerato civile, il secondo Paese manifatturiero d’Europa, in altri Paesi queste cose non succedono”.

Secondo Behri “l’aumento degli infortuni mortali è terribile. Ci rivolgiamo alla politica e alle istituzioni perché c’è appena stata una campagna elettorale durante la quale non si è per niente parlato di questo tema. In generale del lavoro e, in particolare, delle condizioni dei lavoratori. Chiediamo, quindi, al nuovo governo che questi temi vengano messi in agenda. Nell’ultimo anno, con il ministro Orlando, sono stati fatti dei passi avanti, con l’assunzione di duemila ispettori, perché l’altra piaga è la mancanza di vigilanza, questi cantieri non vengono controllati, gli ispettori sono pochi e non riescono a verificare le condizioni dentro a tutte le fabbriche e tutti i cantieri. Un’azienda rischia di ricevere un controllo una volta ogni 15 anni, consentendo agli imprenditori disonesti di risparmiare sulla pelle dei lavoratori”.

Per questo i sindacati oggi hanno protestato per chiedere un ulteriore aumento del numero degli ispettori, nonché di lavorare sulla prevenzione e formazione certificata. “Noi abbiamo enti bilaterali in edilizia che offrono formazione certificata, ma spesso le aziende preferiscono pagare certificati falsi e non fare la vera formazione presso gli enti bilaterali. Ci vuole, inoltre, una normativa più stringente e con sanzioni più severe per chi non rispetta le regole e l’istituzione della patente a punti, un elemento per la qualificazione delle aziende, che spesso manca. Serve un incentivo alla qualificazione delle imprese”, ha concluso Behri. Il presidio di oggi è stato il preludio della manifestazione di domani organizzata da Cgil, Cisl e Uil in piazza Santi Apostoli.

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