Elezioni regionali: Gregori (PD) a rischio 10 anni di buona Amministrazione

Secondo il presidente del partito democratico del Lazio bisogna assolutamente ripetere la coalizione riformista e progressista che ha funzionato. E ciò è in linea con una ricostruzione di un partito capace di dar voce alle fasce più deboli e avere la fiducia del mondo produttivo

Con l’ingresso di Nicola Zingaretti alla Camera dei Deputati e le dimissioni dalla presidenza della Regione Lazio, in vista delle elezioni regionali all’inizio del prossimo anno,  Augusto Gregori, Presidente del Partito Democratico del Lazio e Vice Presidente del Municipio Roma IX Eur,  traccia con Radiocolonna.it un quadro della situazione politica dopo la sconfitta subita dal Centrodestra. ‘’Il PD Nazionale – esordisce – ha scontato la sua linea politica, diciamocelo, non proprio chiara e lontana dalla sua gente’’. 

Secondo Gregori se il Pd vuole tornare ad essere incisivo, la strada giusta è quella che parte dai territori, da chi, ogni giorno, si misura con i bisogni reali del Paese. ‘’Se posso dare un consiglio con la massima umiltà del caso – sottolinea  – il Partito Democratico dovrebbe fare ciò che noi, piccoli amministratori locali, facciamo giorno dopo giorno e cioè ascoltare e confrontarsi con i territori, stare in mezzo alle persone, capirne le necessità, scegliendo di credere veramente nel futuro, impegnandoci e praticando l’esempio, ognuno nella propria realtà quotidiana, ispirando gli altri con cose semplici, con la nostra attività fatta bene, rimanendo aperti agli altri. È questo il vero sviluppo ed è questo che ad esempio, stiamo facendo come Partito Democratico del Lazio. Inoltre, servirebbe da parte di ciascuno un compromesso con il proprio ego, e magari iniziare a consumare più suole che tastiere’’. 

Ma come può ripartire il PD ora?

‘’Adesso si deve lavorare per ricostruire questo grande partito riformista e progressista: questo è il momento giusto. Un Partito aperto, plurale, moderno, che parli a tutti, rafforzando e rilanciando l’identità plurale del Partito Democratico, con una proposta politica forte e incentrata su una idea di sviluppo economico e sociale che metta al centro le ragioni del lavoro e dell’impresa. Il Partito Democratico da oggi dovrà tornare ad essere in grado di dar voce alle fasce sociali più deboli, ma anche capace di conquistare la fiducia del mondo produttivo che crea lavoro, investimenti e ricchezza, risorse necessarie per poter aiutare davvero tutti e risollevare le sorti del ceto medio. E mai contro qualcuno, ma per qualcosa. Un PD che discute sulle idee e non sui numeri’’

C’è molto vociferare sulla composizione delle alleanze per le prossime elezioni alla Regione Lazio,  riuscirete a comporre una coalizione larga,  fallita a livello nazionale?

‘’Nel Lazio governa una coalizione che vede insieme l’intero fronte riformista e progressista: dal Pd al M5S, da Azione a Italia Viva e civici. Uniti sui progetti e non dai numeri, in maniera costruttiva e propositiva.Una esperienza che ha portato grandi risultati: dieci anni fa la Regione Lazio era tecnicamente fallita,  oggi è una Regione rigenerata e seconda regione italiana per PIL. Nel Lazio una maggioranza c’è, è quella della Giunta Zingaretti, e funziona, non c’è bisogno di inventarne una nuova. Disperderla significherebbe gettare a mare 10 anni di buona amministrazione’’.  

 

Sul fronte Nazionale però non tutti sono d’accordo a replicare la coalizione che oggi governa la Regione Lazio…

‘’Le elezioni Nazionali sono passate. Ora è tempo del territorio e nel territorio del Lazio noi, insieme, possiamo e dobbiamo rilanciare il modello Lazio, per rigenerare e migliorare ancora di più la buona amministrazione della Regione. Prima dell’estate tutti insieme ci siamo messi al lavoro per questo, con punti programmatici chiari e condivisi, e credo sia questo il modo giusto per costruire una vera primavera democratica, che farà della Regione Lazio, in tutti i sensi, la locomotiva del Paese’’. 

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