Lazio/Imprese: più iscrizioni che cessazioni nel terzo trimestre

Il saldo attivo nonostante tutto. Roma meglio di Milano e Napoli. Taglivanti: E’ la ‘’Covid Economy’’

Nicola Zingaretti e Lorenzo Tagliavanti (Foto Omniroma)

Nonostante tutto, l’economia romana e laziale non va poi così male. Almeno a guardare i numeri dell’ultimo report trimestrale di «Movimprese», appena diffuso e riportato da ‘’Il Corriere della Sera’’.

Nel grande libro delle imprese italiane risulta, infatti, a Roma un saldo attivo di 2.653 imprese nel terzo trimestre del 2020 (5.712 le iscrizioni a fronte di 3.059 cessazioni).

Ed è la prima provincia italiana per concentrazione di attività economiche, seguita da Milano e Napoli. Nella Capitale si registra anche un tasso di crescita trimestrale pari allo o,53%, superiore a quello medio nazionale, pari allo 0,39%.

Buono anche il dato regionale: nel Lazio, tra Terzo trimestre 2020, saldo attivo di imprese luglio e settembre 2020, ci sono state 7.541 iscrizioni a fronte di 4.138 cessazioni, per un saldo positivo di 3.403 imprese. In totale, le imprese registrate sono 661.289 pari al 10,9% del totale nazionale.

«Pur in una situazione di estrema sofferenza dettata dall’emergenza sanitaria, i dati appena diffusi dalla rilevazione di Unioncamere-Infocamere – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti al ‘’Corriere della Sera’’ – confermano una discreta dinamicità del nostro tessuto produttivo e una diffusa capacità delle imprese di adattarsi alle nuove esigenze e alle mutate condizioni del mercato economico. Non c’è, infatti, nulla di più “opportunista” dell’economia e degli imprenditori.

E in questo momento secondo Tagliavanti si va affermando la “Covid Economy”», ossia vanno meglio le costruzioni, grazie al bonus del 110%, tutto il digitale comprese le vendite on line, oltre l’assistenza sociale, ed il settore chimico farmaceutico. E ci sono settori che non crollano, come il commercio all’ingrosso e al dettaglio degli alimentari.

«II vero tema è quanto reggiamo», sottolinea Tagliavanti. « II paradosso è che aumentiamo le imprese ma diminuisce il fatturato complessivo. La gente resiste, ma in questa seconda ondata entriamo più logori della prima».

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