L’intervista/ Michetti fissa primi punti per la Capitale

Rifiuti, sicurezza, stadio. 'I miei avversari? Vinca il migliore'

Enrico Michetti scende in campo, e fa capire agli avversari che e’ pronto a giocare con “correttezza” la partita per la corsa al Campidoglio. Il candidato del centrodestra, che si presenta in ticket con la magistra Simonetta Matone, ieri ha lanciato la propria candidatura con i leader dei partiti. Oggi si dice pronto e lusingato. Studia i dossier e elabora i programmi, ma il candidato ‘civico’ ha gia’ dei punti fermi da cui partire, per lanciare la sua idea di citta’.

“Sapete l’unica cosa che mi hanno chiesto i leader quando mia hanno scelto? Mi hanno detto: ‘Enrico cerca di garantire la buona amministrazione’ e io ho dato subito la mia disponibilita’”. Michetti ringrazia i leader per l’opportunita’: “Sono lusingato di essere il candidato di Matteo, di Giorgia, di Antonio, di Silvio Berlusconi. Dell’intera coalizione. Questa e’ una cosa che mi riempie di gioia”. Si dice felice anche del ticket con la Matone “una persona di primissimo piano”, ripete. Il candidato della destra, scelto un po’ in ritardo rispetto agli altri schieramenti, parla sin da subito di cose concrete, e parte dai temi caldi per la Capitale, come i rifiuti: “E’ chiaro che Roma ha bisogno di impianti, per il riutilizzo, per il riuso e il riciclo. Ma questo dovrebbe essere inserito in un ciclo virtuoso dove il rifiuto diventa prodotto”, ha detto Michetti.

“I rifiuti riguardano il Campidoglio, l’Area metropolitana e la Regione Lazio. Il Campidoglio deve individuare gli impianti necessari allo smaltimento del rifiuto. Mentre l’Area metropolitana dovrebbe capire dove allocarli. Poi sulla realizzazione degli impianti, il ciclo dei rifiuti lo chiude la Regione. Se questi tre elementi non vanno d’accordo il ciclo dei rifiuti non lo chiuderai mai”, ha sottolineato. Il candidato, voluto fortemente dalla leader di Fdi Giorgia Meloni, ha parlato, a piu’ riprese, dell’importanza dello sport, anche in termini urbanistici, e da grande tifoso della Lazio, accoglie con piacere anche la proposta del presidente Lotito: “Il Flaminio come stadio della Lazio? Certo che la valuterei come ipotesi. Lo stadio Flaminio e’ un gioiello. Poi, da sindaco, se avro’ la fiducia dei cittadini, a me interessera’ riqualificare l’intera area attorno”. L’essere della Lazio pero’ non gli vieta di parlare anche dello stadio della Roma: “Anche per la Roma, trovare un luogo idoneo per ospitare lo stadio e’ molto importante”. Basta che si rispetti sempre “l’interesse pubblico – ha precisato – e se cosi’ sara’ le grandi societa’ troveranno in me un alfiere”.

Lo sport e anche i grandi eventi sono gia al vaglio di Michetti, che infatti ha voluto parlare sin da subito di Olimpiadi: “Se potessimo incanalare Roma tra le possibili citta’ in cui realizzare le Olimpiadi sarei il piu’ grande sostenitore. Pensi che in Veneto, per le Olimpiadi 2026, hanno scelto un romano per il comitato di garanzia per la correttezza degli atti. Cosa vuol dire? Che i romani sono persone perbene e che vengono scelte per la correttezza e la trasparenza. Da noi le Olimpiadi si possono fare”, ha ribadito. Da candidato della destra non puo’ mancare nel suo programma, sin dalla prima battuta, il tema sicurezza: “Ci sono dei luoghi che rappresentano il biglietto da visita della citta’, come le stazioni, che noi vorremmo vedere pulite e senza criminalita’. Penso poi a dei quartieri, luoghi di spaccio, su cui bisogna intervenire in maniera piu’ incisiva”. Sui suoi avversari non proferisce parole di scherno, anzi, dice di voler portare avanti una “battaglia leale”.

E se gli si chiede del ballottaggio non ha dubbi: “Certo che spero di vincere. Ma la cosa piu’ importante e’ il coinvolgimento delle persone. Io non temo nessuno, temo solo l’astensione. Per il resto che vinca il migliore”. (di Giulia Marrazzo)

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