Mazzillo: soluzione a sgomberi c’era, Raggi l’ha ignorata

L'ex assessore attacca sul Corriere: Le politiche abitative non erano nell'agenda della sindaca, per mesi non c'é stato assessore

Esiste già il «piano per superare il disagio abitativo» annunciato da Virginia Raggi prima del vertice in Prefettura che avrebbe dovuto trovare una soluzione agli sgomberi dei palazzi di via Curtatone e via Quintavalle (oltre un centinaio di persone, non solo migranti, continua a dormire in strada e sotto i portici della basilica dei Santi Apostoli): «È nella delibera di giunta approvata il 25 luglio — rivela, sul Corriere della sera, Andrea Mazzillo, l’ex assessore capitolino al Bilancio epurato per le divergenze su Atac con la sindaca e l’asse del Nord —. Dentro c’è tutto, dalle linee guida alla fase transitoria per gestire l’emergenza».

Se c’era perché non è stato comunicato subito, prima di arrivare alle cariche in piazza Indipendenza? «Bisognerebbe chiederlo a loro. Se ci fossi stato io avrei fatto presente che il Comune aveva già avviato un percorso. L’edificio era occupato da quattro anni, si sarebbe potuto aspettare ancora un po’ e trovare una soluzione condivisa senza dover intervenire con la forza». Ora, però, salta fuori il progetto. «Devo pensare che non abbiano voluto dare visibilità al mio lavoro, svolto a tempo di record, per non rendermene merito». Dopo il tradimento, parole sue, anche la

L’ex assessore «La ricetta Livorno a Roma? lo il 7 settembre sarò in piazza con i sindacati»

Cosa prevede il piano? «Il censimento di aree e immobili comunali per iniziative di autorecupero, il frazionamento di alloggi di edilizia popolare e l’uso di beni confiscati». Perché i 4o milioni stanziati dalla Regione non sono ancora stati utilizzati? «Le politiche abitative non sono mai state nell’agenda della sindaca: per mesi non c’è stato un assessore, io ho assunto la delega a maggio».

Dopo essere stato silurato, qual è il suo rapporto con il Movimento? «Continuo a lavorare con gli attivisti, non possiamo chiuderci nei palazzi». Sta pensando di candidarsi alle regionali? «Perché no? Sui grandi temi si può fare molto anche il». Si presenterà con lo stesso simbolo? «Non c’è alcun motivo per cui debba formare un’altra lista. Sono stato tra i primi a lavorare con i meetup e voglio restare in partita». Con la sindaca vi siete lasciati malissimo. «Sono stato trattato in modo ignobile, la sera prima ci siamo salutati augurandoci la buonanotte: poteva dirmelo».

Sul concordato per salvare Atac dal maxi debito, ipotesi che lei ha sempre ritenuto rischiosa, la squadra si gioca molto. «Se pensano di poter replicare a Roma la ricetta di Livorno immagino che abbiano ponderato la scelta. Io comunque il 7 settembre sarò in piazza del Campidoglio con i sindacati».

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