Mercati rionali di Roma contro il Campidoglio

Ricorso al Tar contro la decisione di modificare la percentuale che ogni operatore legato ad AGS deve corrispondere a Roma Capitale. Passerà dal 10% anche al 50%

mercati rionali contro il Campidoglio
mercati rionali contro il Campidoglio

Mercati rionali sul piede di guerra. Il Coordinamento AGS e le Associazioni degli operatori dei mercati hanno presentato il ricorso al TAR contro la decisione del Consiglio Comunale di modificare la percentuale che ogni operatore legato ad AGS deve corrispondere a Roma Capitale. Questa passerà dal 10 o in alcuni casi dal 20% al 50%.

Il provvedimento riguarda 2.441 operatori di ben 55 mercati rionali della città. Oltre 33 di questi mercati si sono riuniti per predisporre il ricorso che ritiene illegittima la rivendicazione di Roma Capitale che annulla la storica convenzione, senza concordarla con gli operatori.

La decisione assunta prevederebbe, secondo le stime, il trasferimento di 1 milione e 600mila euro alle casse comunali, sottratti alla gestione dell’AGS per i servizi di manutenzione dei mercati.

Analizzando ad esempio il bilancio di un mercato di media struttura, con più di 60 operatori, come quello della Magliana, si rileva che a fronte di entrate pari a 146mila euro, si producono costi per 60mila relativi ai servizi di base (manutenzione, elettricità e acqua), 70mila attinenti alla gestione (pulizie, assicurazione, vigilanza e disinfestazione) e 15mila da versare al Comune, corrispondenti al 10%, secondo quanto previsto dalla vecchia convenzione comunale. Col nuovo provvedimento, il mercato in questione, dovrebbe corrispondere al Servizio Entrate del Comune, 73mila euro. Le risorse, quindi, a disposizione dell’AGS scenderebbe da 131mila a 73mila euro (pari al 50%).

Per il coordinamento Ags “tutto ciò è in evidente contraddizione con quanto annunciato solo qualche giorno fa dalla Sindaca e dell’Assessore Meloni, durante una conferenza stampa in cui è stato presentato uno studio che mira al rilancio dei mercati rionali”.

“Se da una parte il comune con enfasi vuole partire il recupero dei mercati, dall’altra si va prendere i soldi dell’occupazione di suolo pubblico. In un momento di crisi come questo si cala una mannaja su tutti gli operatori dei mercati”, dice Giovanna Marchese, presidente di Cna Commercio Roma.

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