Il Comitato Metro x Roma: il prolungamento è una priorità. Il nodo dei costi
Il prolungamento della Metro A oltre Battistini torna prepotentemente al centro del dibattito sulla mobilità del quadrante nord-ovest di Roma. Un dibattito pubblico alimentato dal Comitato Metro X Roma, che ribadisce l’importanza di finanziare al più presto il collegamento da Battistini a Torrevecchia. La richiesta arriva dopo anni di studi, revisioni e ipotesi alternative e che, oggi può contare anche su un Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica che è stato consegnato a Roma Capitale il 20 luglio di quest’anno.
Il progetto, elaborato dal raggruppamento formato da Systra, Italferr e Cremonesi Workshop, prevede circa due chilometri di linea completamente sotterranea e due nuove stazioni, Bembo e Torrevecchia, a circa un chilometro di distanza l’una dall’altra. Oltre il capolinea è previsto un tronchino per il ricovero di sei convogli, mentre il sistema sarebbe completato da due parcheggi di scambio, con 2.100 posti a Torrevecchia e 450 a Bembo.
È soprattutto su questo insieme di opere che il Comitato concentra la propria lettura dei costi. L’intervento è stimato in circa 810 milioni di euro, una cifra (molto elevata) che non riguarda soltanto la realizzazione dei due chilometri di galleria ma includerebbe anche stazioni, parcheggi, tronchino, viabilità e opere accessorie. Il finanziamento, inoltre, sarebbe distribuito su più anni. Nella stima del Comitato la spesa iniziale rimarrebbe contenuta, con 6 milioni previsti nel 2027, 9 nel 2028 e 30 nel 2029. Nel 2030 si arriverebbe a 45 milioni, mentre la fase più impegnativa sarebbe quella successiva all’avvio dei lavori, con un picco di 150 milioni nel 2031. Il cronoprogramma arriva al 2036, anno indicato per il completamento dell’opera.
Prima dei cantieri, però, restano diversi passaggi. Il Comitato considera poco realistico immaginare l’apertura dei lavori già alla fine del 2027 e ricorda la necessità di completare la valutazione di impatto ambientale, la conferenza dei servizi, la progettazione esecutiva e la gara. C’è inoltre da individuare il soggetto attuatore, visto che – allo stato attuale – Roma Metropolitane si trova ancora in liquidazione.
È proprio per questo che Metro X Roma insiste sulla necessità di assicurare subito le risorse. Nella ricostruzione del Comitato, il finanziamento servirebbe a dare continuità a un percorso progettuale già avviato, evitando che il nuovo PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica) finisca nuovamente nella lista d’attesa. Il rischio indicato è quello di ritrovarsi, dopo altri anni, con costi da aggiornare, norme cambiate e ulteriori passaggi tecnici da rifare.
La storia del progetto è lunga e tortuosa, in perfetto stile romano. Nel 2021 Roma Capitale aveva ottenuto 5,6 milioni di euro dal Fondo per la progettazione delle opere prioritarie del ministero delle Infrastrutture, utilizzati per la revisione del progetto del prolungamento della Linea A.
Negli anni precedenti – in era Virginia Raggi – sul quadrante erano state avanzate anche altre soluzioni. La più nota è stata la funivia Battistini-Casalotti, progetto poi accantonato dopo anni di discussione. Come ha ricostruito a suo tempo Radiocolonna, l’ipotesi prevedeva un collegamento di circa quattro chilometri con sette stazioni e una capacità di trasporto pensata per servire il quadrante nord-occidentale della Capitale. Una soluzione che non ha trovato uno sbocco definitivo e che è stata definitivamente accantonata nel dicembre 2025, quando il Mit ha destinato 118 milioni di euro alla Linea G Termini-Giardinetti-Tor Vergata e alla tranvia di viale Palmiro Togliatti. Le risorse erano inizialmente destinate alle funivie Battistini e Eur Magliana, ma la riprogettazione delle due opere era diventata troppo onerosa.