Metro B, i motivi dell’addio al prolungamento Rebibbia-Casal Monastero

Il monito di MetroXRoma: mai più project financing per le grandi infrastrutture su ferro della Capitale

Addio al prolungamento della Metro B da Rebibbia a Casal Monastero. Già a dicembre Radiocolonna aveva prospettato un addio al progetto che si poteva desumere dallo Scenario di Piano della mobilità capitolina. Una programmazione che – nero su bianco – illustra i progetti che dovrebbero riguardare il futuro di Roma e in cui manca, per l’appunto, il tratto Rebibbia-Casal Monastero.

Quello che era un dubbio, oggi è una certezza per via delle parole inequivocabili dell’assessora: la situazione non è recuperabile.

MetroXRoma, comitato di cittadini pronti a offrire soluzioni per lo sviluppo della mobilità della Capitale, ha analizzato con attenzione la genesi del progetto e ha trovato nella sua formula la causa del proprio fallimento.

“La formula tutta romana di project financing, su cui era basato l’appalto, ha scontato fin da subito l’incertezza su cui era fondata. Su un costo complessivo di 508 milioni, infatti, i soldi pubblici disponibili erano appena 167 milioni – racconta MetroXRoma – i restanti dovevano essere garantiti da fondi privati. 207 milioni dalla valorizzazione immobiliare di aree edificabili o perlopiù rese appositamente tali per un totale di 567.536 metri cubi; 133 milioni tramite un contributo corrisposto da Roma Capitale nei 2 anni di gestione dell’infrastruttura”.

Poi, tra la mancata valorizzazione urbanistica – “pilastro portante dei termini di gara” – e l’indisponibilità del costruttore a rivedere il piano finanziario, la questione è finita in tribunale con un contenzioso di oltre 300 milioni di euro.

“Proponemmo a questo punto, come unica soluzione possibile, la coraggiosa scelta di recedere il contratto in danno – racconta il comitato – un’ipotesi considerata da noi paradossalmente più economica e rapida di qualsiasi contenzioso a contratto in vigore. Una scelta che però l’amministrazione ha preferito non prendere, rispondendo con la solita inerzia”.

Tra le varie ‘lezioni’ tratte da MetroXRoma da questa storia, vale la pena raccontarne due.

In primis, dice il comitato, stop alla formula del project financing, visto che “ogni singolo progetto immaginato in quel modo si è inesorabilmente arenato: la linea D, la B1 Jonio-Bufalotta, la Battistini-Torrevecchia ed infine la Rebibbia-Casal Monastero. Lo stesso Project Financing per la Roma-Lido si conferma un modello di finanziamento mediocre, che ha avuto il solo contributo di mettere in difficoltà una Regione già visibilmente confusa”.

Infine, MetroXRoma consiglia di staccare la spina a procedimenti amministrativi problematici prima che sia troppo tardi.

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