Categorie: Economia urbana

Metro C, il treno fermo in galleria riaccende la polemica. SLMC: si pensa al futuro della linea e non al benessere dell’utenza?

Attacco del comitato Salviamo la Metro C alla giunta Gualtieri: guasti e caldo, dall’attuale amministrazione poche risposte

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Un treno che si ferma in galleria, all’altezza di Torre Spaccata, con i passeggeri che restano a bordo in attesa che il problema venga risolto. È una delle istantanee di questa caldissima estate sul fronte del trasporto ‘su ferro’ della Capitale.

Per il comitato Salviamo la Metro C, quello di lunedì mattina sull’omonima linea metro non è un episodio isolato e casuale ma dimostrerebbe la fragilità strutturale di una linea che continua a mostrare notevoli difficoltà operative. Metropolitana, la C, che troppo spesso costringe gli utenti a fare i conti con interruzioni, rallentamenti e stazioni temporaneamente fuori servizio.

Secondo la ricostruzione del Comitato, il calendario dei disagi estivi sarebbe già pieno di numerosi disagi.

Il primo episodio della sequenza risale al 29 giugno, quando vengono chiuse le stazioni di Lodi e Pigneto. Pochi giorni dopo, il 4 luglio, la linea torna a fare i conti con problemi tecnici. In mattinata, infatti, viene chiusa la tratta Colosseo-Malatesta, mentre nel pomeriggio il servizio procede a velocità ridotta. La situazione si ripete nel giro di pochi giorni. Il 14 luglio, in tarda serata, il servizio viene rallentato per problemi tecnici. Il giorno successivo, 15 luglio, un nuovo rallentamento interessa la linea, ancora una volta per motivi tecnici. Poi arriva agosto, con una serie di interruzioni concentrate soprattutto nella tratta est della linea. Il 9 agosto, dalle 13, il servizio viene sospeso tra Grotte Celoni e Giardinetti. Il giorno successivo, 10 agosto, la stessa tratta torna a essere interessata da una sospensione mattutina. Il 16 agosto il problema si sposta ancora più a est: in mattinata viene chiusa la tratta Grotte Celoni-Pantano.

Una sequenza che, sottolinea il Comitato, non comprende tutti gli episodi registrati durante l’estate. L’associazione precisa infatti di aver escluso dalla propria lista le problematiche considerate minori e quelle dovute a cause esogene.

Ma la polemica del comitato è anche (e soprattutto) politica, con la ferma opposizione alle parole dell’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, che in una risposta pubblica sui propri canali social ha sostenuto che la linea C si guasti “molte meno volte di una qualsiasi altra metro di qualsiasi altra città”. Una posizione, questa, giudicata irricevibile da Salviamo la Metro C.

“Il problema non è stabilire se esista una metropolitana che si guasta di più – spiegano – Il problema è quello che vive ogni giorno chi utilizza la linea C e deve sapere se arriverà a destinazione, se troverà una stazione aperta e se il treno sarà effettivamente in condizioni di trasportarlo”.

C’è poi il capitolo molto delicato dell’aria condizionata all’interno dei treni a seguito delle segnalazioni dei passeggeri e l’intervento del Codacons sui problemi di climatizzazione a bordo. Il Campidoglio, secondo quanto riportato dal comitato, sostiene che non risultino anomalie generalizzate negli impianti della linea e attribuisce la minore efficacia della climatizzazione all’eccezionale ondata di calore, alle caratteristiche progettuali degli impianti e al maggiore affollamento dei treni dopo l’apertura della stazione Colosseo. Una risposta che non soddisfa parte dell’utenza e che – secondo Salviamo la Metro C – testimonia quale sia davvero il nocciolo della questione. Roma, infatti, sta investendo pesantemente sul futuro della rete, inaugura nuove stazioni, apre cantieri e programma nuovi prolungamenti. Ma accanto a questa (ottima prospettiva) c’è la quotidianità dei pendolari che non vivono la metropolitana nei rendering o nei progetti ma alle 8 del mattino, all’interno di un vagone affollato che magari si ferma improvvisamente all’interno di una galleria.