Moto, la Cina chiama l’Italia: Chongqing apre nuove opportunità per la filiera delle due ruote

Produzione in forte crescita, oltre 10 mila componenti per moto reperibili nella filiera locale e un’accelerazione sull’elettrico. Alla fiera di Chongqing aziende e operatori italiani guardano a nuove partnership industriali e commerciali

La Cina non è più soltanto una grande piattaforma produttiva per l’industria motociclistica: sta diventando anche un laboratorio per le nuove tecnologie delle due ruote. A Chongqing, grande polo industriale della Cina sud-occidentale, la 24ª edizione della China International Motorcycle Trade Exhibition ha messo in mostra un settore in rapida trasformazione, sospinto dalla crescita della produzione, dall’elettrificazione e dallo sviluppo di modelli sempre più connessi.

A osservare da vicino questa evoluzione c’era anche Luca Dalcanale, acquirente italiano di componenti per motociclette, arrivato alla fiera soprattutto alla ricerca di ricambi destinati alla personalizzazione delle moto fuoristrada. Ma i quattro giorni della manifestazione, conclusasi di recente, gli hanno offerto anche una fotografia più ampia del mercato cinese.

«Ci sono molti tipi diversi di motociclette qui», ha osservato Dalcanale, sottolineando anche la crescente presenza di modelli a nuova energia, comprese le moto elettriche dedicate all’off-road.

Una fiera sempre più internazionale

I numeri della manifestazione danno la misura delle dimensioni raggiunte dall’industria motociclistica di Chongqing. La fiera si è sviluppata su 190 mila metri quadrati, riunendo 1.120 espositori e oltre 1.700 acquirenti stranieri provenienti da quasi 90 Paesi e regioni.

Una vetrina che ha messo in contatto produttori di motociclette, aziende della componentistica e compratori internazionali, offrendo alle imprese straniere un accesso diretto a una delle filiere più strutturate del Paese.

Per le aziende italiane, in particolare, Chongqing presenta una combinazione di elementi difficilmente replicabile: una forte capacità produttiva, una rete di fornitori consolidata e un mercato domestico in evoluzione.

Moto Morini punta sulla combinazione Italia-Cina

Tra i marchi italiani presenti alla manifestazione c’era Moto Morini, storico brand fondato nel 1937, che ha utilizzato la fiera per presentare nuovi modelli.

Secondo David Yu, responsabile delle attività dell’azienda in Cina, il mercato motociclistico del Paese è «molto, molto competitivo e promettente». La pressione competitiva spinge i produttori a introdurre continuamente nuovi modelli e a lavorare sull’efficienza dei costi.

È proprio su questa complementarità che Moto Morini sta costruendo la propria strategia internazionale.

«Vogliamo adottare un approccio internazionale combinando il design e la tradizione italiani con le capacità produttive e di controllo dei costi della Cina», ha spiegato Yu.

Un modello che mette quindi insieme competenze di progettazione e identità del marchio italiano con una filiera manifatturiera cinese sempre più specializzata.

Elettrico, alte prestazioni e moto intelligenti

A Chongqing la trasformazione del settore passa anche dalla tecnologia. Nel corso della fiera diversi produttori cinesi hanno presentato nuovi modelli e soluzioni che spaziano dalle moto di grossa cilindrata per il tempo libero alle due ruote elettriche ad alte prestazioni, fino ai veicoli connessi e alle nuove piattaforme elettroniche.

ZXMOTO ha presentato diversi nuovi modelli, mentre SURRON ha portato in fiera la propria gamma di moto elettriche fuoristrada. Zonsen ha invece mostrato nuove tecnologie legate al controllo elettronico.

Il quadro che emerge è quello di un mercato che sta cercando di spostarsi progressivamente dalla sola capacità produttiva verso prodotti a maggiore contenuto tecnologico.

Produzione in forte crescita

La spinta arriva anche dai numeri della produzione locale. Nei primi otto mesi dell’anno Chongqing ha prodotto 7,776 milioni di motociclette, con una crescita del 50,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ancora più veloce è stata la crescita delle moto elettriche: 3,127 milioni di unità, il 63% in più su base annua.

La crescita della produzione elettrica indica quindi che la trasformazione della filiera non riguarda soltanto i nuovi modelli, ma sta già modificando la composizione stessa dell’industria motociclistica locale.

Una filiera concentrata in pochi chilometri

Uno degli elementi di maggiore interesse per gli operatori internazionali è la densità della catena di fornitura.

«Una motocicletta può contenere più di 10.000 componenti e la maggior parte di essi può essere reperita localmente a Chongqing», ha spiegato Lin Xue, direttrice generale del marketing nazionale di Zonsen Industry Group.

La concentrazione dei fornitori consente ai produttori di accorciare i tempi di sviluppo e di reagire più rapidamente ai cambiamenti della domanda. Un vantaggio che diventa particolarmente rilevante in un mercato nel quale nuovi modelli e nuove tecnologie vengono introdotti a ritmo crescente.

Opportunità anche per l’aftermarket italiano

La crescita della produzione cinese interessa anche i fornitori italiani di componenti e accessori.

Per Dalcanale, l’interesse verso Chongqing non si limita infatti alla possibilità di acquistare componenti a condizioni competitive. La trasformazione della filiera crea anche occasioni per sviluppare nuovi rapporti industriali e commerciali.

Lo stesso vale per BERIK, marchio italiano specializzato nell’equipaggiamento protettivo per motociclisti. Secondo JoJo Wang, business manager dell’azienda, la crescente visibilità internazionale dei marchi cinesi, tra cui ZXMOTO, sta contribuendo ad avvicinare nuovi consumatori al mondo delle due ruote.

Per i produttori di abbigliamento tecnico e accessori, l’espansione del mercato motociclistico locale può quindi tradursi in nuove opportunità lungo tutta la filiera.

«Siamo molto ottimisti sul futuro dell’industria motociclistica», ha affermato Wang, spiegando che BERIK intende esplorare ulteriori possibilità di collaborazione con i produttori locali.

Il nuovo asse tra Italia e Cina

Il caso di Chongqing mostra così come i rapporti tra industria motociclistica italiana e cinese stiano assumendo una dimensione sempre più articolata.

Da una parte ci sono la tradizione, il design e il know-how dei marchi italiani. Dall’altra una piattaforma industriale caratterizzata da grandi volumi, una filiera fortemente integrata e una crescente capacità di sviluppare tecnologie elettriche e sistemi connessi.

Per Dalcanale, è proprio questa combinazione a rendere Chongqing interessante per le imprese italiane.

«Possiamo scorgere molte opportunità nell’industria motociclistica di Chongqing», ha spiegato, indicando prospettive sia nell’approvvigionamento di componenti e motociclette sia nello sviluppo di nuove partnership nel comparto delle due ruote elettriche e ad alte prestazioni.

La sfida, per le aziende italiane, non sembra quindi essere più soltanto quella di acquistare dalla Cina, ma quella di entrare in una filiera che sta cambiando rapidamente e individuare nuovi spazi di collaborazione industriale e tecnologica.

 

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