NCC, le sigle condannano le violenze ma accusano il governo: provocazioni

Azione Ncc: un livello di esasperazione inammissibile. A breve le contromosse della categoria

Le immagini dei tafferugli davanti al Senato hanno fatto il giro di tutti i media nazionali. In quelle foto tutta la rabbia dei conducenti NCC per le politiche del governo nel ‘riordino’ del settore e l’impotenza di non essere riusciti – per ora – a fare un lavoro di ‘lobbying’ incisivo sull’esecutivo.

“La violenza in qualsiasi forma va sempre condannata senza se e senza ma, tuttavia il livello di esasperazione a cui siamo stati portati come Ncc dall’azione combinata del Governo e dei tassisti è oramai insostenibile – spiega Giorgio Dell’Artino, presidente di Azione Ncc – per cui, nello stesso momento in cui invitiamo alla calma tutti i nostri iscritti, torniamo a chiedere con forza il rispetto che è dovuto a delle imprese che vogliono solo poter continuare a lavorare”.

Al centro della disputa, prima il decreto approvato dal governo a ridosso di Natale, poi il superamento dell’esame di ammissibilità nel decreto Semplificazioni delle norme per il riordino del settore di cui fanno parte di NCC.

Tra i motivi principali di risentimento c’è un governo che – dicono – si sarebbe fatto dettare le norme dai tassisti non consentendo un confronto con una categoria che si sente discriminata e vessata.

Quali saranno le prossime mosse?

A Radiocolonna, Azione Ncc dichiara che è ancora presto per dirlo, vista la vicinanza con gli eventi di ieri. Ma già nei prossimi giorni – dice – verranno studiate le prossime mosse per evitare un epilogo che potrebbe mettere in crisi migliaia di imprese in tutta Italia.

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