Nella guerra dell’immondizia sono i romani a pagare il conto più salato nel Lazio – VIDEO

Nel Lazio la tassa sui rifiuti 2021 ammonta a 331 euro, venti euro in più rispetto alla media nazionale. Ma a Roma la cifra sale quasi del 16% arrivando a sfiorare quasi 400 euro per famiglia

Nella guerra per lo smaltimento dell’immondizia sono i cittadini romani a pagare il prezzo più alto. Non basta vedere i cassonetti pieni. Oltre alla beffa c’è anche il danno: mentre due protagonisti del settore come Ecologia Viterbo e RIDA Ambiente si azzuffano con l’Antitrust che cerca di fare chiarezza, nel Lazio la tassa sui rifiuti si attesta di 331 euro per famiglia, venti euro in più rispetto alla media nazionale. Lo rivela uno studio dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di cittadinanza Attiva. Certo c’è chi fa peggio come la Campania dove lo smaltimento rifiuti costa 416 euro, ma anche chi fa molto meglio come il Veneto dove la tassa scende a 232 euro e registra nel 2021 persino una flessione del 4 per cento.

Nel Lazio complessivamente non ci sono stati aumenti rispetto ad un anno fa. Ma i romani pagano il prezzo più alto: 394 euro a famiglia contro 349 di Latina, i 317 di Frosinone, 311 di Rieti e i 283 di Viterbo. Fra i capoluoghi italiani la Capitale è in 83esima posizione nell’elenco delle città meno care. A questo poi si aggiunge anche il costo indiretto sostenuto dalla collettività per le difficoltà finanziarie di Ama: per il salvataggio della municipalizzata che si occupa dei rifiuti, a fine settembre il Campidoglio ha dovuto approvare un aumento di capitale da 100 milioni. Inoltre il piano di risanamento della municipalizzata controllata dal Comune ha anche previsto “un apporto di capitale da 156,4 milioni (attraverso la rinuncia al credito per euro 106,4 milioni da parte di Roma Capitale con effetto sulle riserve di Patrimonio e attraverso cassa per euro 50 milioni). Tutto questo solo per riportare in pareggio la società.

Ma, considerati i costi, come è possibile che il Lazio e la Capitale siano in continua e perpetua emergenza rifiuti? La ragione sta nel fatto che, a causa di un rimpallo fra l’ex amministrazione di Virginia Raggi e il governo regionale di Nicola Zingaretti, non sono state individuati nuovi siti per le discariche. Forse le cose miglioreranno con il nuovo sindaco Roberto Gualtieri che è dello stesso colore politico di  Zingaretti. Ma intanto gli operatori del settore si fanno pure la guerra fra di loro. Lo ha certificato l’Antitrust che ha appena avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Ecologia Viterbo srl. Alla base del provvedimento la necessità di capire perché la società, in posizione dominante sul mercato laziale dello smaltimento degli scarti generati dal trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, si rifiuti di garantire accesso alla propria discarica a RIDA Ambiente srl, operatore attivo nella fase del trattamento dei rifiuti che necessita di conferimento in discarica. Un comportamento che non solo rischia “di far uscire RIDA dal mercato, ma anche impedire la sottoscrizione di un accordo tra quest’ultima e AMA spa. per una veloce risoluzione della situazione di emergenza connessa allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati nel territorio di Roma Capitale” come si legge in una nota dell’Antitrust. Un accordo che, secondo l’autorità presieduta da Roberto Rustichelli, “avrebbe conseguenze positive anche sulla tariffa pagata dagli utenti finali”.
Di qui la decisione dell’autorità di intervenire con l’aiuto della Guardia di Finanza per tentare di sbloccare una situazione che pesa su tutti i cittadini.

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