Partecipate: caos Roma Metropolitane, il liquidatore annuncia alle Rsa “a novembre si chiude”

Una riunione con le Rappresentanze sindacali aziendali giovedì scorso ha gettato nel panico i 123 lavoratori

Lavoratori di Roma Metropolitane
Lavoratori di Roma Metropolitane (foto archivio)

Una riunione con le Rappresentanze sindacali aziendali giovedì scorso ha gettato nel panico i 123 lavoratori di Roma Metropolitane, la società pubblica del Campidoglio che si occupa di progettare le infrastrutture della mobilità cittadina. Quanto comunicato dal nuovo liquidatore, Bruno Sed, scelto dal sindaco Roberto Gualtieri, però dovrebbe preoccupare anche la città: sulle progettazioni delle infrastrutture della mobilità cittadina, da realizzare con i fondi straordinari del Giubileo e del Pnrr, i tecnici di Roma Metropolitane non hanno ancora toccato palla. “Le scadenze sono già superate se si voleva lavorare con tranquillità, ora si dovrà procedere in emergenza, qualcosa andrà e sta andando all’esterno ma gli uffici di Roma Capitale sono oberati di lavoro e le gare sono lente”, racconta un dipendente.

Giovedì scorso il liquidatore ha comunicato alle Rsa che, considerata la condizione in cui versano le casse della società, se non ci sarà un intervento finanziario di Palazzo Senatorio dal primo novembre si chiude. Roma Metropolitane è in liquidazione, la procedura è stata avviata dalla giunta di Virginia Raggi e confermata da quella di Roberto Gualtieri, la quale ha previsto l’assorbimento della stessa in Roma servizi per la mobilità. Il percorso però è ancora agli albori e intanto in questi mesi il Campidoglio ha fatto in modo di pagare le opere realizzate extracontratto alla società in house: risorse con cui sono stati erogati gli stipendi dei lavoratori.

Il 10 ottobre scorso è arrivato il compenso di settembre. Ma adesso, i fondi restanti sono sufficienti soltanto a coprire i salari di ottobre, con accessori e contributi. Successivamente, dal primo novembre, si chiude: questo il responso del liquidatore che ha riferito alle Rsa che né può mettere i dipendenti nelle condizioni di lavorare gratuitamente, né può creare un’esposizione debitoria della società. E Roma Metropolitane al momento percepisce dal Campidoglio il compenso per l’alta sorveglianza di Metro C, ma questo è appena sufficiente a coprire un terzo del costo degli stipendi dei 123 dipendenti.

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