Patrimonio: a Roma tutte scadute le concessioni, al via iter per nuovo regolamento beni pubblici

Gualtieri: "deve essere punto partenza di una stagione di rilancio".

Tutte le concessioni degli immobili pubblici del Campidoglio sono scadute e nel tempo si sono create numerose criticità: canoni troppo alti, sgomberi, debiti, mancata valorizzazione dei beni. È il quadro tracciato dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che oggi ha presentato, il regolamento per la gestione del patrimonio capitolino, che sostituisce quello di 40 anni fa e punta a risolvere le criticità scaturite dalla delibera 140 del 2015. “Si tratta di un regolamento atteso e importante – ha detto Gualtieri -, un punto qualificante della nostra amministrazione, per questo regolamento c’è stato un processo partecipato fin dal primo giorno. L’attuale regolamento in vigore risale al 1983, ha 40 anni. Con questo nuovo regolamento superiamo la delibera 140 e una serie di conseguenze ingiuste che si sono configurate nei confronti delle associazioni, ma anche del Comune creando una minore capacità della amministrazione di valorizzare il patrimonio”. Il sindaco ha chiarito: “Vogliamo che questi beni siano al servizio delle politiche anche sociali che vogliamo realizzare. È un regolamento importante di cui siamo orgogliosi e che deve essere punto partenza di una stagione di rilancio”.

I punti cardine del regolamento vanno dalla tutela del valore sociale, con la promozione dei principi costituzionali di eguaglianza formale e sostanziale e della sussidiarietà orizzontale, alla garanzia della massima trasparenza e della legalità – attraverso il censimento e la pubblicità degli immobili, chiare condizioni di utilizzo e regolarità urbanistica – fino a un forte decentramento con il massimo coinvolgimento dei Municipi. Il nuovo regolamento del patrimonio indisponibile, approvato la scorsa settimana dalla giunta andrà in Assemblea capitolina a partire da settembre, dopo il giro di rito nelle commissioni e nei municipi. “Ci sarà una fase di confronto con le associazioni, il testo è ancora emendabile”, ha chiarito l’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi.

Il regolamento prevede diverse modalità possibili di assegnazione del bene: istanza di parte prevedendo un progetto di attività utile al territorio, co-progettazione (prevista dal codice del terzo settore) e bandi pubblici, nei quali avranno la priorità le realtà under 35. E ancora, patti di collaborazione, scomputo dei lavori di manutenzione dall’affitto e concessioni più lunghe. Ci saranno, inoltre, due nuovi istituti: il Comitato Tecnico e il Forum. Il primo, composto da vari organismi, come i dipartimenti capitolini competenti, i Municipi e una serie di altre realtà amministrative, verificherà la coerenza tra l’attività svolta e la concessione rilasciata. Il secondo, invece, è un meccanismo di consultazione e trasparenza utile per decidere cosa fare dei beni inutilizzati, al quale parteciperanno anche gli assessorati, i cittadini e le associazioni.

Inoltre, è prevista una norma transitoria per tutelare fino al 31 dicembre 2024 le realtà associative che già si trovano in questi locali. Entro quel termine, qualora necessario, sarà possibile concordare con il Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio un piano di rientro efficace prima dell’eventuale nuova concessione, che avrà una durata di sei anni, rinnovabile per altrettanti sei, con il canone al 20 per cento. “Vogliamo riparare ai danni fatti nel passato e restituire alle associazioni un contratto di concessione vero e la libertà di programmare – ha detto Zevi -. Allo stesso tempo, però, vogliamo anche far ripartire la città con tutte le nuove formule previste dal regolamento, che attirano nuovi investimenti e progetti seri. Abbiamo trovato un regolamento fermo al 1983 e praticamente tutte le concessioni scadute, immobili poco manutenuti e tanti, troppi, locali vuoti. Ora lavoriamo per fare l’esatto opposto: fatto il nuovo regolamento, che dovrà essere approvato in Assemblea Capitolina, rinnoviamo le concessioni a chi ha diritto, riempiamo i locali di Roma Capitale con progetti seri e moderni e diamo nuovamente vita a questa città”.

Per il presidente della commissione Patrimonio, Yuri Trombetti del Pd: “Questo regolamento è una svolta importante per la città. L’amministrazione, con una netta inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi, accompagna le associazioni verso un percorso all’insegna dell’uso virtuoso dei beni, della tutela del valore sociale, della regolarità e della trasparenza. In questo modo, restituiamo serenità alle tante realtà romane che hanno svolto e svolgono moltissime attività sociali e rilanciamo l’azione per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio guardando al futuro e attirando investimenti. E’ stato un percorso lungo, fatto di decine e decine di incontri e di commissioni, che finalmente apre una nuova stagione del patrimonio capitolino”.

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