Si è concluso nella tarda serata di ieri il conteggio delle schede per le primarie del Partito democratico del Lazio che hanno decretato la vittoria di Daniele Leodori, consigliere regionale e da oggi nuovo segretario del Pd del Lazio. Ai gazebo per il voto si sono recate 56mila persone, il 95 per cento ha scelto Leodori, candidato di area Schlein, mentre il restante 5 per cento ha sostenuto la candidatura di Mariano Angelucci, consigliere capitolino ed esponente dell’area Bonaccini. A breve sarà programmata l’assemblea regionale del Pd per la ratifica dell’elezione di Leodori. E nel frattempo entrerà nel vivo anche la corsa per la segreteria romana, a oggi retta dal deputato Andrea Casu. Per la successione, secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore, dovrebbero essere in corsa Enzo Foschi, già vicesegretario del Pd Lazio, Massimiliano Umberti, presidente del Municipio Roma IV e probabilmente Daniele Torquati, presidente del Municipio Roma XV.
“Ringrazio il popolo del Partito democratico che mi ha indicato ai gazebo come nuovo segretario regionale”, ha detto Leodori. “Tante persone hanno partecipato a questa bella giornata di democrazia, che è stata possibile grazie al lavoro e all’incredibile disponibilità dei nostri militanti e volontari, che colgo l’occasione di ringraziare ancora una volta. Ora al lavoro, insieme, per un Partito all’altezza delle nuove sfide che abbiamo davanti: lavoro, giustizia sociale e ambientale, diritti”, ha aggiunto.
Ha ringraziato “gli elettori, i militanti liberi e coraggiosi che mi hanno e ci hanno sostenuto, i volontari e le volontarie”, anche lo sfidante Angelucci, il quale però ha lamentato: “È stato un vero miracolo raggiungere questo risultato in un congresso fatto nella clandestinità e nel silenzio sia del gruppo dirigente regionale che ha perso tutto, sia della segretaria Schlein sia della segreteria nazionale, con seggi a volte improvvisati e in alcuni casi mal controllati e senza neanche un confronto pubblico tra i candidati. Per il rispetto che devo a chi ha sostenuto le mia proposta di cambiamento dico che non ci sarà nessuna gestione unitaria. Porterò avanti le mie idee senza compromessi con un gruppo dirigente che nonostante abbia perso politiche, regionali e amministrative è sempre più chiuso su se stesso. La partecipazione bassa alle primarie ne è l’ulteriore conferma”.