Pnrr: con la caduta del governo Draghi a rischio l’accesso ai fondi Ue

L’Italia, ricorda il quotidiano britannico “Financial Times”, è infatti il principale destinatario di questi fondi, considerati vitali per riavviare l'economia del Paese

I governi e gli investitori di tutta Europa guardano nervosamente all’Italia per tentare di comprendere che riflessi avrà la caduta dell’esecutivo del presidente del Consiglio Mario Draghi sul Next Generation Eu. L’Italia, ricorda il quotidiano britannico “Financial Times”, è infatti il principale destinatario di questi fondi, considerati vitali per riavviare l’economia del Paese. Come gli altri paesi, l’Italia ha concordato un’agenda ambiziosa che prevede l’adozione di riforme e obiettivi di investimento per sbloccare le singole tranche di fondi Ue. Ma la campagna elettorale anticipata mette in dubbio le capacità del Paese di rispettare le scadenze di quest’anno, una preoccupazione riconosciuta anche dal presidente del Repubblica Sergio Mattarella quando ha sciolto il parlamento la scorsa settimana. Gli analisti di Goldman Sachs hanno reso noto ieri in una nota di aver visto “significativi venti contrari” per il debito italiano a causa della maggiore incertezza politica e dei potenziali ritardi nell’attuazione degli investimenti e delle riforme dei fondi di recupero.

Gli impegni assunti dall’Italia nel cosiddetto Pnrr comprendono la riduzione della burocrazia, il rafforzamento della concorrenza in settori che vanno dall’energia ai trasporti e il rafforzamento della pubblica amministrazione. Si tratta di interventi progettati per aumentare le prospettive di crescita a lungo termine e garantire la sostenibilità del suo debito pubblico, ora circa il 150 per cento del prodotto interno lordo. Con il governo Draghi limitato al disbrigo degli affari correnti si teme che l’attuazione del Pnrr vacilli, mettendo a repentaglio lo slancio delle riforme e la disciplina fiscale. “Draghi ha avuto un ruolo essenziale”, ha affermato Ludovico Sapio, economista europeo presso la banca Barclays. “Con la sua partenza prematura, ora stiamo affrontando acque inesplorate. Stiamo passando da uno scenario con un primo ministro con un’ampia maggioranza parlamentare – e una forte dedizione al Pnrr – a un nuovo scenario completamente sconosciuto”, ha aggiunto Sapio.

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