Poteri Roma, Gualtieri: “Puntare sul metodo Giubileo”

Il sindaco di Roma a margine della firma del protocollo tra Camera di commercio e Città metropolitana: "I problemi si risolvono in dieci minuti di riunione, non in dieci anni di pec"

Il disegno di legge su Roma Capitale? Importante, ma non decisivo. Per Roberto Gualtieri, sindaco della Capitale, la vera partita si gioca altrove: attorno a un tavolo, con le istituzioni che dialogano, si ascoltano e trovano soluzioni rapide. È questo il messaggio che il primo cittadino ha lanciato a margine della firma del protocollo d’intesa tra la Camera di commercio di Roma e la Città metropolitana per lo sviluppo economico del territorio.

“I poteri che contano davvero sono poteri dello Stato – ha spiegato Gualtieri – e nessuno può trasferirli a Roma a meno di non fondare una Repubblica romana, ma non mi sembra il caso”. Meglio puntare, allora, su quello che già funziona: il metodo messo alla prova durante il Giubileo, fatto di coordinamento continuo tra sindaco, governo, regione ed enti locali. “È quello che fa mettere a terra gli investimenti non la competenza legislativa. Certi problemi si risolvono in dieci minuti di riunione piuttosto che in dieci anni di pec”, ha detto il sindaco.

Gualtieri ha precisato che le due cose non si escludono. “Servono entrambe: la collaborazione e la riforma. Non sto facendo graduatorie, altrimenti sembra che non voglia la riforma, che è importantissima». Il punto, per lui, è che anche con nuovi poteri formali, senza una cultura della cooperazione interistituzionale i risultati tardano ad arrivare. Stato, Regione e altri enti devono imparare a lavorare insieme, ciascuno per le proprie competenze, “per fare la differenza quando si tratta di concretizzare gli investimenti”.

Un messaggio che suona come un invito rivolto a tutte le istituzioni coinvolte: le leggi contano, ma la volontà politica di sedersi allo stesso tavolo conta di più.

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