Primarie Roma, Marino all’attacco: “Rifare spoglio con candidati presenti”

Per l'ex sindaco di Roma "i risultati online danno Gualtieri e Caudo testa a testa". Mentre "i numeri dei partecipanti non sono chiari, secondo alcuni riscontri siamo sotto i 37.000". L'accusa di Caudo, stranieri in fila col santino

ignazio marino

“Primarie a Roma: risultati online danno Gualtieri e Caudo testa a testa; quelli cartacei danno risultati diversi. Per le schede chi parla di 30.000 e chi di 48.000 votanti. Perché non rifare lo spoglio con i candidati presenti così si potrà confermare trasparenza del voto?”. Lo scrive su Twitter Ignazio Marino, ex sindaco di Roma.

“I numeri dei partecipanti non sono chiari. Secondo alcuni riscontri siamo sotto i 37.000 c’è chi dice 45.000, e parla di successo. In realtà, siamo ben lontani dai 110.000 Romani che votarono alle Primarie nel 2013 ed è un peccato perché è evidente che limitando il dibattito e usando espressioni come ‘candidato unico’ si è anche limitata la motivazione ad esprimersi dei cittadini”, aggiunge sui social l’ex sindaco silurato dal Pd, postando la sua intervista rilasciata all’Espresso.

“Come ho detto alla ottima Susanna Turco nella mia intervista su L’Espresso, se chi gestisce la gara fa di tutto per rendere l’obiettivo non contendibile che senso ha la gara stessa? In ogni caso, comunque vadano le elezioni in autunno spero davvero che la visione, la preparazione e la voglia di migliorare Roma che sono propri di Giovanni Caudo siano di ispirazione per chi governerà la mia amata Roma”, conclude Marino.

Accuse arrivando anche da Giovanni Caudo, presidente del Municipio III: “Non si vince mettendo in fila gli stranieri per farli votare con il santino in mano senza sapere nemmeno chi devono votare. Non lo abbiamo segnalato solo noi. Quella non e’ una bella politica”, ha detto Caudo durante la conferenza stampa organizzata per commentare i risultati di ieri alle Primarie di centrosinistra. “Noi avevamo chiesto a gran voce le Primarie – ha proseguito Caudo -. E’ andata bene ma ci sono state situazioni che abbiamo segnalato. Bisognava dirlo in maniera pubblica a tutela delle Primarie stesse”, ha concluso.

 

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