Protesta dei lavoratori di Chef Express a Termini, “130 persone rischiano di perdere il posto”

A complicare la crisi aziendale innescata da Grandi Stazioni - la società che gestisce i locali commerciali delle più grandi stazioni italiane - anche lo sblocco parziale dei licenziamenti

La protesta dei lavoratori Chef Express

La protesta dei lavoratori di Chef Express di Roma Termini, senza occupazione da novembre scorso, non si ferma. Con lo sblocco parziale dei licenziamenti in atto e la crisi aziendale innescata da Grandi Stazioni, società che gestisce i locali commerciali delle più grandi stazioni italiane, tra cui Roma Termini, lo stato attuale è quello di 130 esuberi dichiarati con il rischio incombente dell’allontanamento definitivo dal posto di lavoro.

“Siamo i lavoratori di Roma Termini, di Chef Express, dove lavoravamo fino a pochi mesi fa, fino a quando Grandi Stazioni ha deciso contro ogni politica aziendale possibile di convertire l’uso di locali e di adibirli ad altro uso privilegiando le griffe della moda”, ha spiegato Giancarlo Desiderati, sindacato Flaica Roma, questa mattina durante la manifestazione in via Giolitti, davanti la Stazione Termini.

“Sono 130 le persone che rimangono senza lavoro, che senza un motivo plausibile si trovano ad abbandonare la fonte di reddito, senza che si sia potuto intervenire in sede istituzionale. Non è stato possibile intervenire in sede di ricollocazione dei dipendenti – ha sottolineato -. Hanno investito 576 milioni nel progetto di ricollocazione di questa struttura, ne bastava uno per ricollocare i dipendenti. Bastava intervenire con altre strutture che aprivano per ricollocare i dipendenti. È assurdo che dentro una società basata sul lavoro le istituzioni girino le spalle, si devono vergognare”.

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