Qualità della vita, Roma sprofonda nell’anno del Covid

Classifica Sole 24 Ore: in un anno dal 18° al 32° posto. Calenda: non è sortilegio

Il centro di Roma

In un anno la Capitale perde 14 posizioni (dalla 18ª alla 32ª) nella classifica sulla qualità della vita nelle province italiane redatta dal Sole 24 Ore. Tra gli indicatori analizzati l’impatto della pandemia, che nella prima ondata ha imperversato con maggiore aggressività nel Nord del Paese. L’emergenza sanitaria ha penalizzato i centri ad alta vocazione turistica come Roma, Venezia e Firenze, dove l’intero comparto soffre ormai da otto mesi l’assenza di visitatori stranieri con effetto a cascata sul tessuto economico. E però, se città come Bologna (sul podio assieme a Bolzano e a Trento) hanno reagito meglio all’urto della più grave crisi mondiale dal secondo dopoguerra a oggi, Roma arretra in quasi tutti i settori.

“La Qualità dell’ambiente, dei servizi, dei trasporti, la garanzia della sicurezza e della giustizia fanno la differenza tra una grande capitale europea e una megalopoli arretrata. Purtroppo, a guardare i risultati della classifica stilata dal Sole24ore sulla Qualità della vita nelle città italiane, il declino di Roma, che oggi perde ben 14 posizioni rispetto a un anno fa, è un dato di fatto, che non si può certo attribuire al Covid”. Lo dichiara Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma. “La città – osserva Calenda – crolla di 13 posizioni anche nella classifica ‘Ambiente e servizi’, che tiene conto di settori nevralgici per il giudizio dei cittadini nei confronti dell’amministrazione come trasporti, rifiuti e sociale. Ma il giudizio è impietoso anche sui temi della ‘Giustizia e della sicurezza’ che riguarda l’aumento dei reati, degli incidenti stradali e della durata dei contenziosi legali, dove Roma arretra nettamente”. “Tuttavia il declino della Capitale d’Italia non può essere considerato ineluttabile perché la città e i suoi abitanti non sono vittime di un sortilegio. Ora più che mai c’è bisogno di un nuovo modo di gestire la città, di amministratori preparati che abbiano voglia, tenacia e capacità da spendere per riportare questa città nell’alveo delle moderne capitali europee”, conclude Calenda.

Nello specifico, per la categoria «ambiente e servizi» indietreggia dal 19° posto dello scorso anno al 32°. A determinare la retrocessione sono in gran parte fattori legati all’ecosistema urbano (92°posto), all’indice di rischio climatico (107° posto) e alla scarsa capacità di attrarre risorse per la prevenzione del dissesto idrogeologico e il risanamento ambientale (la Capitale è 77ª per l’accesso a Fondi europei 2014-2020). Notevole lo scarto peggiorativo anche alla voce «cultura» (dal 7° al 28° posto). Tra i molteplici elementi presi in considerazione le performance più negative si registrano negli eventi sportivi (94° posto), nell’impatto del Covid sulla sportività (88° posto), nella partecipazione elettorale (77° posto) e nell’indice di lettura dei quotidiani (63° posto). La forbice più macroscopica, fotografia di quanto l’epidemia abbia minato equilibri già fragili, si segnala nell’ambito della «demografia e società», dove lo scivolamento verso il basso, dalla 17ª al 59ª posizione, è significativo.

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