Quartiere Monti: Minimarket, dehors e shottini hanno contribuito a spopolarlo

Una lettera della portavoce dei residenti, artigiani e commercianti sollecita il nuovo sindaco a sostenere una pluralità di offerte commerciali e non un monocultura gastronomica.

‘’Leggiamo con sconcerto la provocazione di Antonio Polito ( editorialista del Corriere del Corriere della Sera n.d.r).  Più

tavolini di cosi si muore, verrebbe da rispondere. Ma la questione, caro Polito, è mal posta. Il punto non sono tanto i posti auto sottratti, perché tutti sognamo aria pulita e trasporti efficienti, nè la movida che devasta le piazze e ruba il sonno ai residenti. Lo rileva in una lettera pubblicata da ‘’Il Corriere della Sera’’  Lisa Roscioni, portavoce del coordinamento comitati dei residenti, artigiani e commercianti del rione Monti.

‘’Qualcuno dice – scrive – che non ci sarà mai nessun regolamento sui dehors, nessuna ordinanza antialcol, nessun patto tra residenti ed esercenti che possa funzionare senza strumenti di controllo e sanzionatori adeguati. E’ vero, ma si elude di nuovo il problema . I centri storici (non solo quello di Roma) si sono spopolati e riempiti di pub con shottini a 2 euro, ristoranti turistici e minimarket h24 perché dopo la liberalizzazione del commercio nessun sindaco, nessuna giunta ha voluto governare il fenomeno’’.

‘’Gli strumenti – sottolinea Roscioni – c’erano, le deroghe erano possibili ma non sono state attuate. Le ragioni sono intuibili, il gioco di interessi era troppo grande e quando di recente si è intervenuto in nome della tutela dei siti Unesco era già troppo tardi. Il post Covid è emblematico. Tante attività economiche hanno sofferto ma non tutte hanno potuto risollevarsi usando gli spazi pubblici per fare attività di impresa privata. Non è stato cosi per artigiani, fabbri, falegnami, antiquari e negozianti che non possono lavorare o esporre per strada. Si è creata una diseguaglianza grave che rischia di diventare permanente’’.

‘’Gli abitanti dei centri storici – conclude la lettera – sarebbero felici di vivere in quartieri dove c’è una pluralità di offerte commerciali e non in una monocultura gastronomica. Chiediamo ai due candidati sindaco rimasti in corsa di impegnarsi formalmente per eliminare questa situazione transitoria e di intraprendere un’azione coraggiosa, per il bene di tutti’’.

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