Rebecchini (Ance Roma – ACER): “Smart working scommessa sul futuro”

"Da sostenere e su cui investire"

Incentivare il sistema delle autocertificazioni, a fronte di un più forte e severo controllo da parte della PA, riducendo dagli attuali 18 mesi a massimo 3 mesi la disciplina dell’autotutela. E’ questa una delle proposte che arriva da parte dei costruttori di Roma per una riforma più efficiente della Pubblica Amministrazione.

«Lo smart working, modalità ormai diffusa e consolidata nel privato, deve trasformarsi in un valore aggiunto anche per la Pubblica Amministrazione, per accrescerne l’efficienza e la produttività» dichiara il presidente Ance Roma – ACER, Nicolò Rebecchini.

«Dal nostro punto di vista è una scommessa sul futuro, da sostenere e su cui investire, che si traduce in maggiore semplificazione e trasparenza – continua il presidente dei costruttori romani – ma è opportuno fare una precisazione per mettere a tacere ogni polemica: nella PA c’è chi si sta adoperando con grande sforzo per cercare di garantire un servizio agli utenti e ai cittadini, ma non basta. Occorre che la politica si renda conto che in alcuni settori lo smart working è difficilmente applicabile».

Per Rebecchini: «Lo smart working può funzionare solo se la macchina amministrativa è digitalizzata, il personale è formato e dotato di adeguati mezzi di supporto e delle chiavi di accesso per le procedure, rendendo inoltre la gestione da remoto dei dati sicura e protetta. Il settore dell’edilizia è sempre stato caratterizzato dal rapporto diretto con la PA, con produzione di carta, tavole, progetti oggi difficilmente digitalizzabili, pertanto non si può pensare ad una riforma omogenea, senza tener conto di quei settori, come il nostro, dove la transizione dalla “carta” al digitale è molto più complessa».

«Pertanto il governo non può liquidare una riforma che ha la portata di una rivoluzione ancorandosi a regole rigide e univoche per tutta la PA», afferma il presidente Rebecchini. «È necessario mantenere il rapporto tra proponenti e PA in un equilibrio tale che il nostro settore, che sta dimostrando di offrire una risposta positiva al rilancio del Paese, non si fermi – conclude il presidente Ance Roma – ACER e aggiunge – una soluzione intanto sarebbe l’incentivo del sistema delle autocertificazioni, a fronte di un più forte e severo controllo da parte della PA, riducendo dagli attuali 18 mesi a massimo 3 mesi la disciplina dell’autotutela».

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