Recovery: Leodori (Regione), pronti a collaborare con Campidoglio

Lobby comune sul Governo per finanziare 7/8 mld di opere per la Capitale.

Anche la Regione Lazio è decisa ad avere un suo ruolo nelle due cabine di regia lanciate da Virginia Raggi per il rilancio di Roma. Da via Cristoforo Colombo, il vicepresidente Daniele Leodori fa sapere, scriveva nei giorni scorsi ‘’Il Messaggero’’, «di essere pronto a confrontarsi con la sindaca Raggi al più presto. E con lei discutere delle priorità da inserire nella lista dei progetti per la Capitale da finanziare attraverso il Recovery fund».

Una scelta che si tradurrà anche in un'azione di lobbying comune, da parte del Campidoglio e della Pisana, sul governo, che a breve deve mandare a Bruxelles l’elenco degli investimenti italiani da finanziare con il piano NextGeneration Ue.

Nei giorni scorsi l’inquilino di Palazzo Senatorio ha scritto ai gruppi politici di maggioranza e opposizione e ai sindacati, chiedendo di fare fronte comune sul versante del trasferimento dei poteri a Roma Capitale. E, soprattutto, ha contemporaneamente chiamato all’appello il mondo delle imprese per creare una cabina di regia, con la quale scegliere i progetti da sostenere attraverso il Recovery fund con un maggiore impatto per lo sviluppo della città.

E sempre a questo tavolo, secondo ‘’Il Messaggero’’, si vuole scrivere assieme la proposta di candidatura per ospitare nella Capitale l'Expo del 2030. Questi due dossier, Recovery fund ed Expo, sono temi molto sentiti in via Cristoforo Colombo. E non soltanto perché Nicola Zingaretti, governatore e segretario nazionale del Pd, è stato tra i primi a rilanciare la proposta di Unindustria di tenere nella Capitale l’Esposizione internazionale del 2030. Se il Comune ha inviato a palazzo Chigi una lista di 159 opere del valore di 25 miliardi, la Regione Lazio ha presentato un pacchetto di proposte non meno ambizioso che vale oltre 17 miliardi di euro.

Spaziano tra la digitalizzazione, l’innovazione, il rilancio del sistema produttivo fino alle infrastrutture per la mobilità e la transizione ecologica. Molti dei progetti, poi, riguardano direttamente o indirettamente Roma. Per esempio, la giunta Zingaretti ha messo nel conto delle priorità 547 milioni di euro per la chiusura dell’Anello ferroviario, 200 milioni per il prolungamento della Metro A di Roma fino a Tor Vergata e 300 milioni per la navigabilità del Tevere fino a Ponte Marconi.

Sono tutti progetti sui quali sta lavorando anche il Campidoglio.

Per non parlare di una serie di altre iniziative nei trasporti per collegare al meglio la Capitale con la cintura dei Comuni della Città metropolitana o gli altri capoluoghi della Regione.
Ci sono infatti 600 milioni di euro per i collegamenti stradali tra Roma e Viterbo, altri 330 milioni per acquistare nuovi treni per le ferrovie Roma-Lido e Roma-Viterbo, oltre ai 300 milioni previsti per il restyling della FL5 Roma-Civitavecchia, con l’obiettivo di trasformarla in linea metropolitana, con annesso potenziamento del nodo di scambio della stazione San Pietro.
Soprattutto Comune e Regione – conclude ‘’Il Messaggero’’ potrebbero ritrovarsi sulla stessa barricata anche per gli interventi sulla rigenerazione urbana e a favore dell’inclusione, due temi cardine del NextGeneration Ue. Mentre c'è più che una comunanza d'intenti tra la stessa giunta Zingaretti e le maggiori associazioni datoriali, come Unindustria, per realizzare il Politecnico del Lazio (1 miliardo di euro) o sugli interventi per sviluppare la tecnologia 5G o per contrastare il digital divide nel nostro territorio. L’obiettivo di tutti è quello di costituire un gruppo di pressione sul governo che metta assieme il Comune, la Regione, i partiti politici, i sindacati e soprattutto il mondo dell’economia.

Al riguardo, nella cabina di regia, saranno presenti e coinvolte una cinquantina tra associazioni datoriali, grandi imprese nazionali e straniere, partecipate del Tesoro. Tutti con la speranza di portare a casa, cioè a Roma, non meno di 7-8 miliardi di euro.

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