Regionali Lazio 2023, parte toto candidati

in Fd'I avanzano Colosimo e Rocca, Pd invoca campo largo,

Appena si chiuderà la partita di governo con le nomine dei viceministri, sottosegretari e presidenti di commissioni, si aprirà quella delle regionali del Lazio. Il tempo stringe, le dimissioni di Nicola Zingaretti da governatore del Lazio, a seguito della sua elezione alla Camera, annunciate dopo l’approvazione del collegato al bilancio in Consiglio, oramai sono dietro l’angolo, probabilmente a inizio novembre. Quindi, le forze politiche si preparano per la ricerca di un candidato, con il toto-nomi che parte, tra possibili alleanze e divisioni. Mentre il Pd è alle prese col nodo alleanze, nel centrodestra, salvo clamorosi colpi di scena, sarà Fratelli d’Italia ad esprimere la candidatura, forte del risultato ottenuto alle politiche. La coalizione guidata dalla neo premier Giorgia Meloni, è ancora in alto mare con i nomi, ma può ragionare con calma cavalcando l’onda della vittoria alle ultime elezioni politiche e sfruttando la crisi del centrosinistra per tornare al governo del Lazio dopo 10 anni di assenza.

Sfumate le candidature di Francesco Lollobrigida, Gennaro Sangiuliano e soprattutto quella del manager Andrea Abodi, freschi di nomina a ministri del nuovo governo, tra i nomi che avanzano ci sono quelli della consigliera regionale e neo eletta in Parlamento, Chiara Colosimo, che al momento sembra essere in pole position, seguita da una ultima indiscrezione, non politica: quella di Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa, da sempre vicino al centrodestra. Inoltre, resta sempre in campo l’ipotesi Fabio Rampelli, confermato alla vicepresidenza della Camera. Secondo quanto hanno riferito alcune fonti, “le riunioni del centrodestra per la scelta del candidato inizieranno appena terminerà la questione nomine al governo, quindi nella prossima settimana”.

Il deputato e coordinatore regionale di Fd’I, Paolo Trancassini, ha più volte ribadito che la scelta della candidatura per la presidenza della Regione Lazio “attiene al rapporto con gli alleati. La nostra presidente Meloni e tutto il centrodestra indicheranno il migliore candidato per poter vincere questa partita. Si sceglierà la persona migliore. Il nostro compito sarà quello di tenere in moto la macchina cercando di essere pronti con proposte e ricette concrete – ha aggiunto -. Fd’I ha la responsabilità di affrontare la campagna elettorale ricordando che siamo il primo partito della coalizione e quindi in tutte le competizioni darà delle indicazioni, a maggior ragione nel Lazio dove ha avuto un risultato straordinario con oltre il 31,5 per cento”, ha concluso Trancassini. Sul fronte Pd, invece, il campo largo sembra essere l’unica alternativa per fermare l’urto del centrodestra, così come auspicato più volte dal governatore uscente Nicola Zingaretti che, neo eletto in Parlamento, si dimetterà aprendo la corsa per la Pisana. Lo stesso Zingaretti qualche giorno fa ha rinnovato l’appello all’unità del centrosinistra: “Il mio è un appello a tutti: non buttiamo a mare i 10 anni che abbiamo alle nostre spalle. Prevalgano il bene comune, lo spirito di confronto, l’unità, il dialogo”. Le elezioni “si possono perdere, ma non è accettabile che le si regalino. Noi nel Lazio governiamo, c’è una maggioranza che governa bene da oltre due anni, ed è una maggioranza che i cittadini del Lazio hanno premiato perché alle ultime elezioni politiche, forse per la prima volta nella storia”, tutte le forze del centrosinistra “sono arrivate addirittura sopra al centrodestra con 49,5 per cento contro 44 per cento – ha sottolineato Zingaretti -. Mi sento di dire che i cittadini di centrosinistra del Lazio vogliono l’unità. Voltiamo pagina e continuiamo questa bella storia avviando un percorso comune”, ha concluso Zingaretti. Dunque, l’esperienza del campo largo targato Pd e che tiene dentro M5s, Azione, Italia viva e liste civiche potrebbe essere l’unica “possibilità” in grado di competere con l’avanzata del centrodestra.

I leader del Terzo Polo, Carlo Calenda e Matteo Renzi, al momento, però, non assicurano la loro presenza in coalizione. Mentre dal canto suo il leader del M5s Giuseppe Conte non chiude a un confronto con i vecchi alleati del Pd, ma chiede che non ci sia un candidato divisivo e soprattutto che l’alleanza riguardi tutte le regioni al voto. Le strategie vanno ancora definite nei dettagli, ma si preannuncia una campagna elettorale frenetica e infuocata, con il Pd regionale, Zingaretti e la sua giunta sotto attacco, sia per il caso mascherine che per la vicenda di Albino Ruberti, ex capo di gabinetto del Comune di Roma e dello stesso governatore.

Il Partito democratico sembra essere orientato a proporre alle forze del centrosinistra di saltare il passaggio delle primarie per la scelta di un candidato unitario alla presidenza della Regione Lazio. Lo stesso governatore uscente di recente ha nuovamente sottolineato la necessità di una figura unitaria per la sua successione. Ci sarà da vedere quali valutazioni faranno gli alleati chiamati in queste settimane a trovare una sintesi sul programma con cui la coalizione si presenterà alle elezioni. A prescindere dall’incognita primarie, alle quali fin qui si erano candidati l’assessore alla sanità Alessio D’Amato (più defilato dopo la condanna della Corte dei Conti) e il vicepresidente Daniele Leodori, tra i nomi che circolano, con riserva non sciolta, ci sono anche quello di Enrico Gasbarra, già deputato, europarlamentare, vicesindaco di Roma e presidente della Provincia e dell’ex ministra Marianna Madia. Al momento, quella di Leodori sembra essere la candidatura più quotata in grado di mettere d’accordo un’alleanza tra Pd-M5s e liste civiche per un campo largo “ristretto”.

In questo caso non è da escludere completamente la possibilità, anche se molto remota, che D’Amato possa correre da solo con una lista civica e il sostegno del Terzo Polo. Chiusa la partita del governo si appresta ad iniziare quella per le regionali del Lazio, con una forbice di possibile voto ricadente tra gennaio e febbraio, prima comunque, salvo sorprese, della scadenza naturale prevista a marzo 2023.

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