Regionali Lazio: il Pd punta al candidato unico del centrosinistra, niente primarie

Cu sarà da vedere quali valutazioni faranno gli alleati chiamati in queste settimane a trovare una sintesi sul programma con cui la coalizione si presenterà al voto nel 2023

Il Partito democratico proporrà alle forze del centrosinistra di saltare il passaggio delle primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Lazio, in vista del voto del 2023. Ci sarà da vedere quali valutazioni faranno gli alleati chiamati in queste settimane a trovare una sintesi sul programma con cui la coalizione si presenterà alle elezioni.

I tavoli si stanno riunendo regolarmente ogni giovedì e vedono, al momento, la partecipazione di undici forze politiche. Le principali sono: Partito democratico, Movimento 5 stelle, Pop, Sinistra civica ecologista, Articolo 1, Sinistra italiana, Demos ed Europa verde.

Nel tardo pomeriggio di ieri il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, ha incontrato quello del Lazio, Bruno Astorre, e il responsabile enti locali del partito, Francesco Boccia. All’esito del confronto il Pd si è detto pronto a proporre alla coalizione il superamento della fase delle urne interne e ad aprire un confronto per trovare una candidatura unitaria che metta tutti d’accordo. L’ipotesi potrebbe tenere nel centrosinistra anche Azione di Carlo Calenda, il quale per ora ha dato l’appoggio all’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, in campo per le eventuali primarie contro il candidato del Pd, Daniele Leodori.

Tra i possibili concorrenti ai gazebo del centrosinistra, con riserva non sciolta, c’è anche la consigliera regionale della lista civica Zingaretti, Marta Bonafoni di Pop. Il M5s, invece, ha già fatto sapere che non avanzerà nomi in caso di chiamata alle urne interne di coalizione. Altre forze – tra cui Sinistra italiana, Europa verde, Leu – chiamate a raccolta da Sinistra civica ecologista, per ora hanno dato vita a un progetto politico, Alternativa comune, attorno a istanze condivise sulla transizione ecologica e lotta alle disuguaglianze, senza avanzare candidature. Nel percorso di Alternativa comune sono stati coinvolti, al primo incontro, anche il M5s e Roma futura, gruppo politico nato per le elezioni amministrative della capitale e che ha portato un’assessora e due consiglieri in Campidoglio oltre che diversi altri consiglieri nei municipi romani.

Verosimilmente, ipotizzando eventuali primarie tra ottobre e novembre, il quadro definitivo del centrosinistra in corsa per Lazio 2023 dovrebbe andarsi a comporre per la fine di settembre. Il nuovo scenario, lanciato dal Partito democratico e ora al vaglio degli alleati, riporta alla ribalta l’ipotesi di un nuovo nome per la candidatura, differente da quelli finora vagliati, che possa mettere tutti d’accordo.

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