Regione Lazio approva una legge a sostegno dei disabili

Welfare, lavoro, scuola. Fdi, 'inascoltati fragili gravi'

Una legge a favore della “Promozione delle politiche a favore dei diritti delle persone con disabilita’”.

Il consiglio regionale del Lazio ha approvato con 20 voti a favore e 8 astenuti, la proposta di legge n. 169 del 21 giugno 2019. Una legge di iniziativa consiliare definita come “un passaggio storico per la Regione”, che prevede uno stanziamento di 5,5 milioni di euro per il triennio 2022-2024.

Nella nuova legge sono previsti interventi di varia natura: attivita’ informativa e di sensibilizzazione, lavoro e occupazione, scuola e formazione, welfare e salute, cultura, sport e turismo, accesso all’abitare, al trasporto ed alle infrastrutture, superamento delle barriere architettoniche. “Dopo 3 anni di lavoro possiamo dire con orgoglio che finalmente la regione Lazio ha una legge quadro sulla disabilita’. Con questa legge si cambia l’impostazione su cui si ragiona sulla disabilita’ e recepisce cio’ che ci dice da tempo l’Organizzazione mondiale della sanita’. Ovvero superando la dicotomia tra salute e malattia facendo capire che noi per salute intendiamo non solo l’assenza di malessere o malattia ma l’insieme complessivo del benessere della persona”, spiega Valentina Grippo, presidente del Gruppo Misto, esponente di Azione, prima firmataria della legge.

L’obiettivo e’ migliorare complessivamente la qualita’ della vita della persona disabile, riducendo le limitazioni e le barriere di tipo fisico, sociale e culturale, favorendo condizioni di accessibilita’ per le persone con disabilita’ ed il raggiungimento della massima autonomia e indipendenza possibile. “Cosa cambiera’? Intanto la velocita’ nell’esercitare i propri diritti. Quindi deburocratizzazione dei processi, velocita’ delle risposte, certezze. infatti, In tutta la regione, a prescindere dalla bravura dei singoli sindaci, le cose dovranno essere garantite in certi tempi e in certi modi”, spiega Grippo. Non e’ dello stesso avviso la consigliera di opposizione Chiara Colosimo: “La legge sui diritti per le persone con disabilita’ lascia l’amaro in bocca. E’ infatti l’ennesima occasione persa di dare risposte concrete ai piu’ fragili. Non e’ una legge quadro ma una mera dichiarazione di intenti che non risolve nulla e su nulla incide nel dare risposte concrete ai piu’ fragili”, dice Chiara Colosimo, consigliera FdI, componete della commissione Sanita’.

“I nostri emendamenti, quelli che sono passati, in parte hanno migliorato il testo ma la verita’ e’ che fin quando non si ragionera’ seriamente sul caregiver familiare, con una legislazione seria su questa tematica non ci sara’ nessun miglioramento”, ribadisce Colosimo. Nello specifico la legge prevede l’integrazione lavorativa delle persone con disabilita’, compresi i percorsi di riqualificazione professionale, anche tramite il ruolo del disability manager. Inoltre istituisce il Centro regionale di informazione sulle barriere architettoniche (CRIBA), il Tavolo regionale di confronto permanente sul tema della disabilita’ e la Cabina di regia con compiti consultivi e propositivi nella materia della disabilita’. Viene inoltre trattato Il tema dell’accessibilita’. La legge propone, infatti, tra le altre cose, il monitoraggio dell’applicazione di standard minimi garantiti e l’abbattimento da parte degli enti locali delle barriere architettoniche e sensoriali, per garantire a tutti la possibilita’ di fruire di luoghi pubblici e spazi urbani. Ovvero di accedere ai mezzi di trasporto, agli impianti sportivi, a quelli turistici e agli eventi culturali. Particolare attenzione anche alle politiche del lavoro dove si prevede che la Regione sostenga interventi per armonizzare il funzionamento dei servizi di collocamento mirato; il raccordo tra scuola, formazione professionale e mondo del lavoro per l’orientamento dei giovani con disabilita’; promuova e monitori l’adozione in tutti gli enti pubblici e nelle aziende privati della figura del Disability manager. Per quanto riguarda il welfare abitativo con la legge si punta anche alla programmazione di interventi di edilizia residenziale pubblica e di edilizia residenziale agevolata riservati e la contrazione di mutui a tasso zero a favore delle persone con disabilita’ e dei loro familiari, incentivando anche interventi sperimentali nelle politiche dell’abitare. Ricorrendo a forme di cohousing, case protette e convivenze solidali.

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