Recovery plan: Camilli, giovani nella P.A. per stare nei tempi

Sui progetti per Roma il presidente di Unindustria ribadisce l’appoggio alla proposta del Politecnico sul polo di ricerca.

‘”Cogliamo questa occasione per inserire nella Pubblica Amministrazione 5.000 giovani brillanti laureati con funzioni di progettazione, di responsabilità, di controllo’’. E’ la proposta
del neo presidente di Unindustria, Angelo Camilli, in una lettera al ‘’Corriere della Sera’’ sul Piano Nazionale per la ripresa e la resilienza.

Secondo Camilli c’è bisogno di persone competenti in grado di incidere sui processi e non nuove norme. Servono stazioni appaltanti capaci di scrivere capitolati adeguati ad obiettivi ambiziosi di cambiamento, ad esempio sulla digitalizzazione della PA. ‘’Nessun supermanager o una cabina di regia – sottolinea – potranno cambiare questo aspetto se non si fa alcuna menzione nel Piano sul “come” intervenire sulla burocrazia difensiva, Sappiamo che servono rapidità, capacità e competenze: progetti, gare e cantieri in velocità e trasparenza’’.

“L’Europa – rileva Camilli – ci ha dato una grande opportunità, non solo per i 200 miliardi tra prestiti e sovvenzioni riservati al nostro Paese, ma perché sta impegnando lo Stato a ragionare per progetti legati ad obiettivi e risorse legate ai tempi, in una logica organizzativa orientata alla verifica dei risultati’’.

Il presidente di Unindustria ricorda che siamo sempre il Paese che ha speso 16 dei 40 miliardi di Fondi Strutturali assegnati nella scorsa programmazione e adesso dovremo stanziarne circa 130 entro il 2023 e spenderne 196 al 2026: cosa può ora garantirci il cambio di passo? Occorre una collaborazione codificata tra le Istituzioni e responsabilità precise sulla realizzazione degli interventi; su questo va replicato il “modello Genova” e non sulle deroghe al Codice degli Appalti.

‘’Per Roma – scrive Camilli – al di là delle legittime attese sulle infrastrutture, la proposta a cui teniamo particolarmente è quella del Politecnico. Un progetto che ha incontrato i favori della Regione e si collocherebbe perfettamente nella Missione Istruzione e Ricerca del Piano, nel cluster “dalla Ricerca all’Impresa”. ‘’Nella nostra idea – aggiunge – il Politecnico diventerebbe rapidamente un punto di riferimento internazionale della ricerca e dell’altissima formazione nelle materie tecniche su indirizzi di grande prospettiva, dalla green economy all’aerospazio fino alla sostenibilità urbana. Dobbiamo puntare su proposte in grado di cambiare le traiettorie di sviluppo della Città e della Regione, altrimenti faremo altro debito”.

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