Rifiuti: 700 milioni per il termovalorizzatore di Roma. Acea e A2A tra le aziende interessate

Le società, sia pubbliche che private, interessate alla costruzione dell’impianto hanno 90 giorni di tempo per avanzare un project financing. Il Comune individua il progetto migliore e lo mette a gara

L'area di Santa Palomba in cui potrebbe essere costruito il termovalorizzatore di Roma

Andrà in un’area industriale di 10 ettari nel quadrante di Santa Palomba, nel Municipio IX di Roma, il termovalorizzatore dal 600mila tonnellate annue previsto nel piano rifiuti siglato dal sindaco, e commissario straordinario di governo per il Giubileo, Roberto Gualtieri.

La conferma è arrivata ieri con al firma, da parte di Gualtieri, di due ordinanze, che riguardano l’approvazione definitiva del piano dopo la conclusione della Valutazione ambientale strategica e la manifestazione di interesse per la realizzazione del termovalorizzatore. Le società, sia pubbliche che private, interessate alla costruzione dell’impianto hanno 90 giorni di tempo per avanzare un project financing: l’investimento stimato, secondo le indiscrezioni finora circolate, è di circa 700 milioni di euro a cui si aggiunge uno stanziamento, fino a un massimo di 40 milioni a valere sul bilancio comunale, per i cosiddetti impianti “ancillari”, ovvero le strutture che serviranno da un lato a ridurre le emissioni, dall’altro a riciclare e immettere sul mercato i materiali residui prodotti dalla combustione degli scarti: energia elettrica e ceneri utili nella produzione del settore edile.

“Con la manifestazione di interesse il Comune individua il progetto migliore e poi lo mette a gara. Alla gara può partecipare il soggetto promotore del progetto ma anche altre società. Chi vince la gara realizza l’impianto e lo gestisce a sue spese. Tutto questo non prevede uso dei soldi pubblici, tranne che nella parte in cui vogliamo assicurarci il riuso dei residui trasformandoli in materiali da costruzione. Il progetto pilota per il recupero e la cattura delle emissioni, e la distribuzione dei vettori energetici da usare nelle zone più vicine, vogliamo che abbia performance determinate. E per questo prevediamo un contributo pubblico al 49 per cento del totale con un tetto di 40 milioni di euro”, ha spiegato il sindaco. La scelta di accompagnare l’operazione con un investimento pubblico, a quanto si è appreso, è stata determinata dalla volontà di chiudere entro i confini della città lo smaltimento dei rifiuti ed evitare che i residui inerti debbano essere trasportati in discariche fuori dal territorio della Capitale.

Motivo per cui “non ci sarà alcuna discarica collegata al termovalorizzatore di Roma”, ha chiarito Gualtieri. A oggi Roma trasporta in discarica, su camion, 500 mila tonnellate di scarti indifferenziati, dal prossimo anno – grazie ad accordi che Palazzo Senatorio e Ama stanno stringendo con società terze – il quantitativo dei rifiuti da interrare sarà dimezzato: si passerà a 244 mila tonnellate. L’obiettivo del piano rifiuti, che conferma tra le altre cose anche la realizzazione di due biodigestori per l’umido, resta “zero discariche”. In alternativa “oggi avremmo presentato la localizzazione e i lavori per una mega discarica da un milione di tonnellate nel territorio di Roma Capitale – ha precisato Gualtieri –. Con questo piano usciamo dal sistema delle discariche e dalla condizione, vergognosa, per cui Roma dissemina i suoi scarti in discariche e termovalorizzatori in provincia, in altre regioni d’Italia e o in altri Paesi europei, generando inquinamento ambientale”.

Il costruttore che si aggiudicherà la gara, che partirà dopo la manifestazione d’interesse, corrisponderà un onere, a titolo di canone d’affitto, ad Ama, azienda capitolina che ha acquistato il terreno a Santa Palomba per 7,5 milioni di euro. Inoltre, il vincitore della gara dovrà offrire ad Ama, e quindi a Palazzo Senatorio, un costo competitivo rispetto a quello attuale per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Sul fronte del cronoprogramma: alla scadenza dei 90 giorni per la manifestazione d’interesse Palazzo Senatorio selezionerà il progetto migliore in due mesi; per il primo agosto del 2023 è attesa la pubblicazione del bando di gara e la posa della prima pietra per la costruzione dell’impianto è prevista tra la primavera e l’estate del 2024.

“Prevediamo che il termovalorizzatore sia operativo al più tardi nell’estate del 2026″, ha concluso Gualtieri. Tra le società che finora hanno fatto trapelare un possibile interesse ci sono le due multiutility pubblico-privato: la romana Acea, di cui il Campidoglio è socio al 51 per cento, e la milanese A2A, anche questa detenuta al 51 per cento dai Comuni di Brescia e Milano. Indiscrezioni, mai smentite, sono circolate anche su un possibile interesse della azienda emiliana Hera. In ogni caso la gara sarà “aperta ai soggetti pubblici, non è riservata a soggetti privati e la maggioranza delle multiutility è pubblico-privata” e “ho espresso i miei auspici in questo senso – ha sottolineato Gualtieri -, vedremo chi si aggiudicherà la gara”. Infine un osservatorio indipendente monitorerà la qualità delle emissioni di tutti gli impianti previsti e in particolare dell’inceneritore e, per quanto riguarda gli scarti in arrivo a Santa Palomba, “ci confronteremo con il territorio, ma intanto mi limito a osservare che essendo zona industriale c’è vicino la ferrovia”.

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