Rifiuti: Alfonsi, “faremo impianti in tutta Roma, in alcune zone discariche”

Durante la commissione Tutela del territorio della Regione Lazio l'assessora ai Rifiuti ha spiegato ai comitati dei residenti contrati agli impianti di biodigestione: "A Roma chi ha pagato è la Valle Galeria, il resto della città non ha avuto grandi disagi. Non ci sono svantaggi ad avere impianti, non sono dannosi per la salute, lo ribadisco perchè altrimenti si danno informazioni sbagliate, eviterei di parlare di salute pubblica se non si hanno notizie precise"

L' assessore ai Rifiuti di Roma Sabrina Alfonsi

Il Campidoglio ha confermato la localizzazione di due impianti di biodigestione per il trattamento della frazione organica nelle zone di Casal Selce e di Cesano, rispettivamente nei Municipi XIII e XV di Roma, per permettere ad Ama di accedere ai fondi del Pnrr. Lo ha detto l’assessora ai Rifiuti di Roma, Sabrina Alfonsi, ascoltata nel corso della commissione Tutela del territorio della Regione Lazio, presieduta da Enrico Cavallari di Forza Italia, sui dubbi rigirato ai rischi per la salute sollevati dai residenti.

“Per avere impianti in tempi congrui e poter accedere ai bandi del Pnrr, e quindi non ricominciare con tutti i passaggi autorizzativi, abbiamo confermato Casal Selce e Cesano – ha spiegato Alfonsi -. Se quei luoghi fossero risultati non idonei sulle autorizzazioni precedenti non li avremmo presi in considerazione, ma se ci sono delle autorizzazioni vuol dire che i siti sono stati considerati idonei”.

Fogne e strade nelle zone che ospiteranno gli impianti

Per quanto riguarda i servizi mancanti – come fogne, strade e illuminazione pubblica – nelle zone che ospiteranno gli impianti per i rifiuti a Roma, Alfonsi ha spiegato che “li porteremo a prescindere e non perché ci mettiamo un impianto” ma allo stesso tempo “per gli impianti ci saranno le infrastrutture dedicate, e ci saranno incentivi per le zone circostanti, per esempio quartieri che possono avere un minor costo sull’energia poiché sono vicini agli impianti che la producono”.

Biodigestori produrrano biogas

Il progetto dei due impianti di biodigestione “rispetto al piano della giunta Raggi” contempla una “modifica del tipo di impianti, passiamo da impianti di compostaggio aerobico che non avrebbe dato i risultati in termini di quantità che servono alla metropoli e dà molti più problemi nell’avere materia seconda. La prima scelta –  ha spiego Alfonsi – è stata passare da un aerobico a un anaerobico, previsto dal Pnrr che produce materia seconda, in questo caso produce biogas, che a fronte di quello che sta accadendo è una produzione che ci sembra debba essere incentivata”.

Logica Nimby va superata

Secondo l’assessora per dare una svolta alla gestione del ciclo dei rifiuti nella Capitale serve innanzitutto con cambiamento culturale. “Il vero tema è il cambiamento culturale, l’economia circolare la facciamo se facciamo gli impianti, non sotto casa mia (Nimby, acronimo anglosassone per Not in my back yard, ndr) non è una espressione più utilizzabile, Roma è una metropoli che deve porsi il problema di chiudere il ciclo dei rifiuti al suo interno”.

“Credo che con le minacce ‘non si farà mai’ – ha aggiunto Alfonsi rivolgendosi ai comitati dei residenti – non riusciremo a fare un confronto costruttivo. Dobbiamo tutti lavorare per portare Roma fuori da questo empasse. Non è che se i rifiuti li portiamo da un’altra parte, allora non stiamo facendo un danno ambientale enorme. Qualunque sistema mettiamo in campo sarà migliore di quello che abbiamo trovato e stiamo lavorando per alzare la raccolta differenziata”.

La protesta dei comitati

I comitati dei cittadini delle zone intorno alla Valle Galeria e che risiedono nei confini del Municipio XIII continuano a dirsi contrari alla realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica a Casal Selce, per il trattamento della frazione organica. Oggi – nel corso della seduta della commissione Tutela del territorio della Regione Lazio – i residenti hanno promesso di dar battaglia sul tema.

“Siamo in contatto anche con i comitati di Casal Selce, Massimina e altri e tutti siamo totalmente contrari a questi impianti di biodigestione anaerobica. Siamo pronti a dare battaglia in ogni modo per fermarli”, ha detto Elisabetta Gasparri del comitato Castel di Guido.

“Il nostro è un paesaggio martoriato dall’inquinamento atmosferico e del suolo, abbiamo un alto tasso di malattie tumorali, un tasso in aumento di malattie respiratorie in età pediatrica – ha aggiunto Gasparri -. L’assessora dice che nessuno vuole i rifiuti e gli impianti sotto casa. Le chiedo di spiegarci perché questi vengono messi sempre sotto casa dei soliti cittadini. La nostra è una zona che ha avuto la discarica di Malagrotta. Capisco la fretta di prendere i soldi dalla comunità europea e di prendere il pacchetto bello e fatto, ma assicuro che non sono stati espletati tutti i passaggi autorizzativi come andavano fatti”.

Anche dal Comitato Casal Selce si è levata la protesta. “Rivedete il piano rifiuti, se si fanno impianti da 15 o 20mila tonnellate siamo pronti ad averli anche nel nostro territorio ma non nell’area individuata che non è idonea. Altrimenti ci opporremo in ogni modo”, ha detto Andrea Frateiacci.

Alfonsi: “Faremo impianti in tutta la città, alcune zone avranno le discariche”

Alle polemiche sollevate dai comitati di quartiere contro la realizzazione degli impianti di biodigestione per il trattamento della frazione organica, l’assessora ha replicato: “Faremo impianti in tutta Roma, ci saranno quelli che avranno i multimateriali e chi avrà le discariche”.

L’assessora Alfonsi ha sostenuto: “A Roma chi ha pagato è la Valle Galeria, il resto della città non ha avuto grandi disagi. Non ci sono svantaggi ad avere impianti, non sono dannosi per la salute, lo ribadisco perchè altrimenti si danno informazioni sbagliate, eviterei di parlare di salute pubblica se non si hanno notizie precise”.

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