Rifiuti e buche, due donne per i mali di Roma

Alfonsi punta su nuovi impianti. Segnalini porterà esperienza Mit

Il nuovo assessore ai Rifiuti di Roma Sabrina Alfonsi, in occasione della presentazione della nuova giunta capitolina in Campidoglio

Superare l’emergenza i rifiuti. Ripianare le buche. Assicurare trasporti pubblici degni di una Capitale europea. Sono queste le macro-sfide, finora non vinte, su cui si misurerà la nuova giunta di Roberto Gualtieri. Tre gli assessori maggiormente tirati in causa, tra cui due donne: Sabrina Alfonsi, titolare dell’Ambiente; Ornella Segnalini, responsabile dei Lavori pubblici; Eugenio Patanè, a capo della Mobilità. Alfonsi, 55 anni, due volte presidente del municipio Roma centro (nonché candidata più votata del Pd alle ultime elezioni), negli ultimi anni ha accumulato quell’esperienza di amministratore che le servirà per sciogliere una delle matasse più ingarbugliate in Campidoglio: la gestione dell’immondizia. I rifiuti, infatti, sono un nervo scoperto dal 2013, quando fu chiusa la mega discarica di Malagrotta senza alternative strutturali.

Da allora l’immondizia accumulata in città si disperde in rivoli in tutta Italia e all’estero e ogni intoppo rischia di creare il caos, tra turni di raccolta che saltano e microdiscariche che crescono ai lati dei cassonetti. La necessità di nuovi impianti e di una nuova discarica in città da anni sono al centro di un braccio di ferro tra Comune e Regione. Ora – con le due amministrazioni dello stesso colore – l’obiettivo è remare nella stessa direzione e superare, finalmente l’impasse. “Sicuramente è una delega pesantissima – ammette Alfonsi -, ma l’obiettivo è una svolta green per la città. Non guarderemo all’emergenza ma al futuro. In accordo con la Regione in questo anno e mezzo si potranno avere già dei risultati immediati, soprattutto sul fronte degli impianti”. L’altra battaglia da vincere è quella dei trasporti, tra bus vetusti (che non di rado vanno a fuoco) e metro che si fermano. L’ammodernamento del parco mezzi – con spazio ai nuovi veicoli elettrici e ibridi – è una delle priorità del sindaco Roberto Gualtieri.

Ma è la cura del ferro la vera sfida, con il potenziamento delle linee A e B, l’intenzione di prolungare la linea C almeno fino a piazzale Clodio e il progetto della metro D da rispolverare. Tutti dossier a cui dovrà mettere mano Eugenio Patané, 49 anni, attualmente presidente della commissione Infrastrutture e Trasporti in Consiglio Regionale. In Campidoglio saranno cinque – in pillole – le sue priorità: cura del ferro e investimenti su tram; innovazione tecnologica; risanamento di Atac; rinnovamento della flotta bus; impulso alla mobilità sostenibile. Le buche – quando non le voragini – nelle strade di Roma saranno la grana con cui dovrà confrontarsi Ornella Segnalini, 67 anni, dirigente generale in quiescenza del Mit (lo scorso 16 aprile è stata nominata commissario straordinario di Governo per il completamento della diga di Pietrarossa in Sicilia).

Dopo aver guidato per il ministero la direzione generale infrastrutture stradali, potrà misurarsi con le strade groviera della Città Eterna. Ripianarle è una finalità, già esplicitata, del sindaco che, a pochi giorni dall’insediamento, ha portato a casa un subemendamento al dl Infrastrutture che autorizza Anas ad impegnare fino a 5 milioni di euro a tal fine. Più in generale, attrarre fondi per risolvere i più annosi problemi di Roma sarà fondamentale. Il Pnrr è l’opportunità più grande. E la delega Gualtieri l’ha tenuta per sé.

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