Rifiuti: entro fine luglio il piano del sindaco. Ecco le tappe per realizzare il termovalorizzatore

L'impianto è la struttura più imponente e importante del programma di Gualtieri per rendere autosufficiente la capitale dal punto di vista del ciclo dei rifiuti. Prima – qualora l’area fosse il terreno industriale a Santa Palomba – sarà necessaria una bonifica

Il via libera al decreto Aiuti, arrivato nonostante la crisi di governo, permette al sindaco Roberto Gualtieri di attuare il programma per la gestione dei rifiuti per Roma in tempi celeri e fuori dalle maglie del piano regionale, grazie al riconoscimento dei poteri commissariali per il Giubileo del 2025. Entro fine luglio Gualtieri intende presentare alla città il piano di impianti e di riforma di Ama a partire dalla stesura del nuovo contratto di servizio.

Il termovalorizzatore è la struttura più imponente e importante del programma di Gualtieri per rendere autosufficiente la capitale dal punto di vista del ciclo dei rifiuti. L’iter per l’impianto prevede che il sindaco indichi un progetto e l’area presso cui svilupparlo, in modo da poter svolgere le necessarie verifiche di compatibilità ambientale. Successivamente potrà essere indetta una gara per la progettazione e, a seguito dell’aggiudicazione, si avvierà il processo di costruzione.

Prima – qualora l’area fosse il terreno industriale a Santa Palomba – sarà necessaria una bonifica. Secondo il sindaco i cantieri per il termovalorizzatore potranno essere aperti già entro un anno. Il piano rifiuti contemplerà la realizzazione di più impianti, tra cui due – o forse tre – biodigestori e una trentina di centri di raccolta e smistamento dei multimateriali. Il programma darà alla città una certezza temporale rispetto alla fuoriuscita dall’emergenza che sarà possibile per l’amministrazione sottoscrivere accordi temporanei per lo smaltimento degli scarti indifferenziati fino al 2025.

“Abbiamo deciso di fare un piano che penso presenterò entro la fine del mese e che grazie ai poteri commissariali ho intenzione di sviluppare per recuperare il tempo perduto – ha detto il sindaco -. Avere una certezza sugli impianti ci consentirà di non andare costantemente alla ricerca di dove mandare i rifiuti, operazione che ci fa buttare tantissimi soldi. Abbiamo l’esigenza di risolvere il problema in modo strutturale – ha sottolineato -. Avendo la certezza che saremo autosufficienti possiamo fare anche un accordo di transizione, da qui al 2025, per sistemare i rifiuti. Così possiamo impostare un lavoro parallelo all’impiantistica, che è la reingegnerizzazione della raccolta che passa per una riforma di Ama”.

Gualtieri ha promesso che tra la riapertura della discarica di Albano Laziale – per la quale nel ruolo di sindaco metropolitano ha firmato una ordinanza di proroga al 15 novembre prossimo – e l’attivazione del Tmb di Guidonia, la città comincerà a essere più pulita e si ridurranno i cumuli di immondizia per le strade. “Stiamo lavorando con il massimo impegno ed entro una settimana saremo fuori dall’emergenza, torneremo alla situazione precedente all’incendio di Malagrotta” ma “per raggiungere l’eccellenza, perché Roma sia pulita come merita, ci vorranno almeno un paio di anni”, ha chiarito il sindaco.

Per la gestione della discarica di Albano Laziale, dopo il via libera della prefettura di Roma arrivato qualche giorno fa, sono stati nominati due commissari dalla prefettura di Latina: Andrea Atzori e Paola Ficco, si tratta di due giuristi esperti in materia ambientale. Il sito di Albano Laziale dovrebbe raggiungere la capienza massima il 15 novembre, data di fine ordinanza, se i conferimenti andranno come programmato: circa 1.100 tonnellate al giorno. La sua chiusura non è escluso che possa coincidere l’apertura della discarica di Magliano Romano, sulla quale pende una richiesta da parte della società che la gestisce Idea 4 di Acea, per trasformarla da sito per inerti a cava per rifiuti urbani.

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