Rifiuti: l’appello dei Radicali a Gualtieri, “un referendum per il termovalorizzatore di Roma” – VIDEO

Secondo il segretario Massimiliano Jervolino, "il referendum è lo strumento migliore, a fronte di proteste, ricorsi al Tar, scontri sulla conversione del Dl aiuti. La proposta di Gualtieri sarebbe molto più forte se passasse attraverso un sì della cittadinanza"

Anche se non si oppongono agli impianti – ne riconoscono la necessità per chiudere il ciclo dei rifiuti a Roma – i Radicali chiedono al sindaco Roberto Gualtieri di indire un referendum consultivo sulla realizzazione del termovalorizzatore, legittimando in questo modo la scelta fatta di costruire un impianto da 600mila tonnellate annue per bruciare gli scarti indifferenziati.

Il partito, che non ha eletti in Assemblea capitolina, ma è rappresentato sia al consiglio regionale del Lazio, sia in parlamento, ha lanciato un appello alle altre forze politiche che si sono dette contrarie all’impianto: sostenere le ragioni del referendum ed eventualmente contribuire alla raccolta firma per la richiesta di iniziativa popolare qualora il sindaco non procedesse a indire il referendum.

Stamattina nel corso di una conferenza stampa sul tema, il consigliere regionale del Lazio, Alessandro Capriccioli, ha spiegato: “I dibattiti devono coinvolgere tutti i cittadini e tutte le cittadine, attraverso gli strumenti che l’assetto istituzionale della città mette a disposizione del sindaco come il referendum consultivo. In questo modo proponiamo a tutte le altre forze politiche di aderire, di chiedere il referendum insieme a noi, e se il sindaco Gualtieri non accettasse possiamo mettere insieme le forze per raccogliere le firme”.

Secondo il segretario dei Radicali italiani, Massimiliano Jervolino, “il referendum è lo strumento migliore, a fronte di proteste, ricorsi al Tar, scontri sulla conversione del Dl aiuti. La proposta di Gualtieri sarebbe molto più forte se passasse attraverso un sì della cittadinanza. Dal 2013, dalla chiusura di Malagrotta, Roma ha speso più di 100 milioni l’anno di extra costi per portare fuori città i suoi rifiuti, siamo quasi a un miliardo di costi extra per gestire i rifiuti fuori città. Gli impianti però si possono fare solo se il sindaco Gualtieri passa per la legittimazione popolare”.

Secondo Jervolino una consultazione popolare è tanto pù necessarie per “un impianto come il termovalorizzatore che avrà un impatto per i prossimi 40 anni” e su cui “c’è già uno scontro in atto tra Pd e M5s per la conversione del decreto aiuti”. Anche per Capriccoli “gli impianti sono necessari, Ama ha una carenza endemica, ma qualunque impianto si decida di costruire a Roma deve essere fatto con il consenso dei cittadini. Un consenso – ha concluso – che si può reperire anche attravero i sondaggi ma riteniamo sia indispensabile utilizzare gli strumenti di partecipazione istituzionali previsti”. Tra i presenti alla conferenza stampa nella sede dei Radicali italiani, in via Angelo Bargoni a Roma, anche Leone Barilli, segretario dei Radicali Roma.

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