Rifiuti: Roma chiede aiuto a Mantova

Per uscire dall'emergenza il Campidoglio punta a chiudere un accordo con la società lombarda per trasportarli, se sarà necessario, al Nord

Per portare avanti il piano di pulizia straordinaria della città, il Comune deve correre ai ripari. E deve farlo subito perché la prossima settimana sarà critica, tra la fine dello smart working e la riduzione della disponibilità da parte degli impianti di trattamento.

Per questo il Campidoglio punta a trasformare i contatti tra Ama e Mantova Ambiente, la società che si occupa di rifiuti nella città lombarda, in un accordo. Da siglare nei prossimi giorni, perché intanto fino a ieri di fronte al sito di Rocca Cencia c’erano 60 camion fermi che non riuscivano a scaricare l’immondizia nella vasca, stracolma, che contiene circa 500 tonnellate di indifferenziato. Lo scrive ‘’La Repubblica’’ aggiungendo che nell’unico impianto della municipalizzata manca il personale e uno dei nastri trasportatori che porta i rifiuti dalla vasca al tritovagliatore è stato fermato per lavori di manutenzione.

La settimana che viene non andrà meglio, non solo perché Rocca Cencia lavora a stento: Ama non ha discariche e nel Lazio sono disponibili solo quelle di Viterbo e Albano, mentre il sito a Civitavecchia è prossimo alla chiusura.

A questo si deve aggiungere il fatto che i contratti con società private fuori regione siglati sin qui dall’ex amministratore della municipalizzata Stefano Zaghis non coprivano le reali necessità della Capitale.

In più, anche gli impianti con cui si è arrivati a un accordo possono variare di giorno in giorno la propria disponibilità. Inevitabile dunque il problema della mancanza di sbocchi: per questo riuscire a trovare la quadra con Mantova Ambiente è quanto mai urgente. La società – precisa  ‘’la Repubblica’’ – ha messo a disposizione di Roma la sua discarica e il Tmb, ma nel caso in cui fosse necessario portare al Nord rifiuti indifferenziati non trattati (oltre agli scarti lavorati), ci vorrebbe anche un accordo interregionale tra Lazio e Lombardia.

Quella della mancanza di sbocchi non è l’unica grana per il nuovo amministratore unico prò tempore Angelo Piazza, c’è un ultimo lascito di Zaghis: un premio “una tantum” per una ventina di di dipendenti.

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