22 Giugno 2021
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Rifiuti/Roma: tecnici al lavoro per soluzione entro giugno

Lunedi 7 giugno prima riunione operativa al Mite, il neonato ministero per la transizione ecologica

I rifiuti in strada

Certo non c’è da invidiarli. Ma l’arduo compito da domani toccherà a loro. Ai tecnici di ministero della Transizione ecologica, Campidoglio e Regione che dovranno cercare di trovare una soluzione per i rifiuti della Capitale ed evitare che da fine giugno le strade finiscano sommerse dai rifiuti.

Già negli ultimi giorni, con l’allentamento delle misure anti-pandemia, le vite che tornano alla normalità, e i rifiuti che inesorabilmente aumentano, in diversi quartieri i cassonetti hanno cominciato a riempirsi pericolosamente, ma da quando a fine mese scadrà l’ordinanza della Regione Lazio che garantisce sbocchi alternativi alla monnezza capitolina la situazione potrebbe davvero precipitare. A meno che i tecnici non riescano a trovare alla svelta una soluzione.

Sia chiaro, identificare le aree dove realizzare due nuove discariche – una per la città metropolitana e una per Roma Capitale  – non garantirà sbocchi immediati, ma permetterebbe alla Regione Lazio di convincere più facilmente le altre Regioni a continuare a ricevere nei loro impianti i rifiuti extra che vengono dalla Capitale fino a quando i nuovi invasi non saranno realizzati. La prima riunione tecnica si è svolta venerdì. È stato un incontro interlocutorio, sul tavolo sono stati raccolti i documenti amministrativi, e forse il vecchio elenco delle aree idonee all’interno della Città metropolitana, ma non si è andati troppo oltre.

Trovare una sintesi spetterà in particolare a Laura d’Aprile che da alcune settimane, per scelta del ministro Roberto Cingolani, guida la direzione Transizione ecologica del neonato ministero. L’ingegnera ambientale conosce bene il dossier dato che fino ad alcuni mesi fa guidava la direzione rifiuti capitolina.

Il suo compito sarà davvero complesso. Non tanto per ragione tecniche quanto semmai per la continua lotta politica tra Campidoglio e Regione che non accenna a cessare sul tema della discarica.

Dopo l’incontro di venerdì la sindaca Virginia Raggi ha fatto filtrare alle agenzie di stampa un retroscena in cui sottolineava come la città Metropolitana di Roma abbia dato la disponibilità a realizzare un nuovo invaso in zona Magliano romano, fuori dunque dai confini comunali.

Nello stesso retroscena si ribadiva l’esigenza di riaprire le discariche di Colleferro (chiusa a gennaio 2020) e Roccasecca (chiusa per saturazione di tutti gli invasi alcuni mesi fa). Da via Cristoforo Colombo però arrivano input molto diversi: nessuna discarica sarà riaperta. Non solo. Il piano rifiuti – è la linea della Regione – prevede che Roma si doti di due discariche, una per l’hinterland è una per la Capitale che da sola produce il 65 per cento dei rifiuti. Insomma, un compromesso sembra lontanato e intanto il tempo stringe.

L’unica potenziale discarica individuata già sta creando problemi. In un’intervista di questa mattina al Corriere della Sera il sindaco di Magliano romano, paese di 1.500 abitanti a 35 chilometri dalla Capitale, ha annunciato le barricate: “Il sito è inidoneo ci sono scuole a 700 metri di distanza e la falda è solo a un chilometro in profondità”.

 

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