Rifiuti: spunta l’ipotesi di un terzo biodigestore per Roma

È l'assessora ai Rifiuti, Sabrina Alfonsi, a parlarne durante l'assemblea pubblica di ieri alla Città dell'Altra economia. E per la gestione degli impianti, accordo Ama-Acea

Spunta l’ipotesi di un terzo biodigestore per Roma. È l’assessora ai Rifiuti, Sabrina Alfonsi a parlarne, nell’assemblea pubblica di ieri alla Città dell’Altra economia- organizzata da Roma Futura – sulla chiusura del ciclo dei rifiuti.

L’assessora ha spiegato: “Siamo partiti dal primo pilastro, con bandi Pnrr, dalla raccolta differenziata. Dalla prima frazione, quella problematica, l’umido, con due biodigestori anaerobici, che tratteranno 200mila tonnellate, che non sono neanche tutte. Sappiamo che alcune aziende agricole ne stanno facendo di proprie, e a un certo punto capiremo se serve un altro impianto da 100mila tonnellate, con altri piccoli impianti per la città”.

Tra i progetti “green” ce n’è uno che riguarda villa Ada, dove il Campidoglio intende fare “la prima compostiera per una villa sostenibile”.

Sicuramente con nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti a Roma – ha precisato – “ci sarà un accordo Ama-Acea, perché gli impianti generano queste possibilità”. Alfonsi ha precisato che la giunta Gualtieri sta “cercando di rimettere in piedi Ama, spero anche con l’aiuto dei sindacati. Vogliamo che diventi un’azienda seria, una scelta di tutti, quella di farla diventare una multiutility”.

In merito alle polemiche sul termovalorizzatore, “so che non mi era mai capitato, nella mia vita politica, di essere fermata per strada con persone che dicono ‘andate avanti’. È una politica – ha aggiunto Alfonsi -che finalmente ritorna a scegliere, a prendere una decisione, a trovare soluzioni per Roma ed è la politica che i cittadini aspettano”, ha concluso.

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