Riforma della giustizia: doppia fiducia alla Camera

Determinante il voto del M5s che, dopo le divisioni, si è ricompattato votando la fiducia. Oggi a Montecitorio è atteso il voto finale per il passaggio del testo in seconda lettura al Senato

La riforma del processo penale sta per raggiungere il primo traguardo in Parlamento.

A distanza di oltre un anno dalla presentazione alle Camere, e dopo il sì nella notte dell’Aula della Camera alla doppia fiducia chiesta dal Governo, a Montecitorio è atteso il voto finale per il passaggio del testo in seconda lettura al Senato. L’approvazione definitiva arriverà in serata dopo l’esame degli ordini del giorno (in tutto 95). Le dichiarazioni di voto da parte dei gruppi partiranno alle ore 19, l’esito del voto giungerà indicativamente dopo le 20.45.

Poco prima della mezzanotte di ieri la Camera ha approvato l’articolo 1 del disegno di legge che reca ‘Delega al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d’appello’. I voti favorevoli sono stati 462, quelli contrari 55, un astenuto.

Il secondo voto di fiducia, sull’articolo 2 del ddl, ha incassato 458 sì, 46 no e sempre un solo astenuto. In pratica è stato votato un testo diviso in due parti con votazioni distinte sui due maxi-emendamenti annunciati dal Governo nella serata di domenica: il primo con le diverse deleghe a cui l’esecutivo dovrà dare seguito con i decreti attuativi; il secondo con disposizioni di accompagnamento alla riforma.

Anche il Movimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi ha vissuto momenti di fibrillazione a causa delle modifiche al testo originario dell’allora guardasigilli Alfonso Bonafade, ha votato la fiducia alla Camera. Soltanto 13 deputati non sono stati presenti in aula al momento del voto. Dai tabulati della votazione risultano: l’ex sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, Celeste D’Arrando, Marianna Iorio, Stefania Mammì, Paolo Parentela, Enrica Segneri, Giuseppe Buompane, Antonio Federico, Luca Frusone, Gabriele Lorenzoni, Carmelo Misiti, Dedalo Pignatone, Giovanni Vianello.

Nel Movimento, ora guidato da Giuseppe Conte, si sottolinea pero’ che 13 è meno del 10% del gruppo, insomma “un numero fisiologico”.

L’iter della riforma del processo penale ha avuto, in prima lettura, un percorso abbastanza lungo con numerosi ‘stop and go’ dovuti anche alla pandemia da Covid e alla formazione del nuovo esecutivo di Mario Draghi. Il testo era stato presentato a Montecitorio nella primavera 2020 dall’allora Governo Conte bis. L’esame in commissione Giustizia è iniziato il 25 giugno 2020 e si è concluso il 30 luglio scorso dopo una riformulazione, ad opera della ministra Marta Cartabia, attraverso emendamenti di mediazione tra le forze di maggioranza. Dopo il si’ finale della Camera, il ddl, per diventare legge, avrà bisogno del secondo passaggio in Senato probabilmente con una seconda fiducia.

Anche se alcuni parlamentari dei partiti che sostengono il Governo Draghi già chiedono un maggiore approfondimento a dopo la pausa estiva dei lavori.

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