Roma 2021: Calenda, “nessun accordo, tradirei gli elettori” – VIDEO

Il leader di Azione non ha nessun problema "ad avere come interlocutore Letta. Non gli ho candidato nessuno contro nel collegio di Siena, eppure avrei potuto", però "avevo capito che il Pd mi riteneva uno di destra. La prossima volta sarà bene che ci pensino in campagna elettorale prima di darmi del leghista o addirittura di ispirazione di Fratelli d'Italia"

Carlo Calenda nel suo comitato elettorale a Trastevere

A Roma Carlo Calenda, leader di Azione, ha avuto “voti di destra, di sinistra, di centro. Non posso fare apparentamenti, alleanze o accordi con qualcuno. Sarebbe un tradimento verso i miei elettori”, dice in interviste con il Corriere della Sera e Repubblica.

L’ex ministro è molto soddisfatto dell’andamento della lista Calenda nella Capitale: “Ho preso anche più voti del Pd”; per una lista civica “abbiamo raggiunto un dato senza precedenti” ma “io mi sono candidato per fare il sindaco di Roma. La mia non era una corsa di testimonianza. Volevo andare al ballottaggio e questo non è successo. E di questo non posso essere soddisfatto”.

 

A Roma “c’è ancora un voto molto radicato dal punto di vista ideologico. Si vede dai voti che ha preso il candidato del centrodestra Enrico Michetti che non aveva uno straccio di programma”, sottolinea. Su un’indicazione di voto “deciderò nei prossimi giorni, ma sul mio voto personale e senza contropartita. Sono 220mila le persone che hanno votato la lista Calenda. La fiducia nei miei confronti è alta, quindi non voglio nessuna ombra e sospetto che si possa pensare a alleanze in cambio di posti in giunta”.

Il leader di Azione non ha nessun problema “ad avere come interlocutore Letta. Non gli ho candidato nessuno contro nel collegio di Siena, eppure avrei potuto”, però “avevo capito che il Pd mi riteneva uno di destra. La prossima volta sarà bene che ci pensino in campagna elettorale prima di darmi del leghista o addirittura di ispirazione di Fratelli d’Italia”. Comunque forte del risultato della lista “si apre per noi una fase di lavoro importante anche a livello nazionale”. Per Calenda “il riformismo è il contrario del moderatismo e del centrismo. E poi non tramite alleanze. Andrò in giro a prendere il consenso, come ho fatto a Roma”.

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