Roma 2021: Calenda, Ostia deve diventare comune indipendente

Ieri il primo appuntamento degli incontri che Confcommercio Roma ha organizzato con i candidati a sindaco della Capitale

Pier Andrea Chevallard, commissario Confcommercio Roma, Romolo Guasco direttore Confcommercio Roma e Carlo Calenda, candidato a sindaco di Roma per Azione

“Non penso che Ostia possa più essere parte di un municipio di Roma. Quello che succede è che essendo territorio specifico, comune marittimo, è particolare. Ostia è un grosso comune marittimo. Questa fascia costiera è stata gestita come discarica dei problemi di Roma, prima devastata da speculazione immobiliare senza precedenti, con case giganti a ridosso del mare”. Lo ha detto Carlo Calenda, candidato sindaco di Roma, in un intervento alla conferenza di Confcommercio Roma, che ha organizzato una serie di incontri con i candidati a sindaco della Capitale.

“Roma ha 12.500 case occupate – ha aggiunto – il 16 per cento di case popolari. La gestione spesso è mafiosa, criminale. Questo avviene anche a Ostia, vittima di progetti, quelli di Alemanno ad esempio, irrisibili, che hanno incentivato la criminalità e una immagina falsata. Ostia deve diventare come i comuni adriatici un comune indipendente, parte di un comune metropolitano, che però abbia possibilità di designare suo futuro specifico. Ostia se diventa indipendente diventa realmente il mare di Roma”.

“Il primo di una serie di incontri con i candidati”, ha spiegato Pier Andrea Chevallard, commissario Confcommercio Roma. “Le imprese che noi rappresentiamo sono la maggiore forza dell’economia di Roma. Le rappresentanze associative hanno bisogno di interlocuzioni quotidiane per questo abbiamo chiesto questo incontro con urgenza. Chiediamo ai candidati di assicurare che la prossima amministrazione ci darà ascolto e partecipazione, non sempre presente nel recente passato. Apporto che una associazione può dare è prezioso – ha sottolineato -. Siamo tutti consapevoli che Roma deve essere trattata da Capitale. Siamo anche consapevoli che i problemi di Roma si possono risolvere solo con intesa tra Campidoglio, governo e istituzioni nazionali”.

L’elenco delle problematiche è lunghissimo e questo ha portato tutti noi imprenditori a una sorta di smarrimento. Non si riesce a restituire alla città una identità. Siamo convinti che Roma possa diventare capitale del terziario e dei servizi“.

Per quanto riguarda le periferie, il commissario di Confcommercio ha spiegato che “la periferia è enorme e deve essere valorizzata, tante zone sono state lasciate al degrado e bisogna recuperarle”. Sul centro storico “c’è molto da fare, siamo tutti consapevoli in pochissime settimane che la vetrina internazionale di Roma è piombata in isolamento e deserto. Non sarà il futuro sindaco di Roma a risolvere tutto ciò ma credo possa dare un contributo importante”, ha concluso.

“Non si governa una città prescindendo da quelle che sono le richieste, le proposte delle persone che ne fanno parte, siano essi commercianti e associazioni di quartiere. Quindi come io sto facendo da 9 mesi ascolto, rispondo, possibilmente dando qualche dettaglio essendo anche l’unico candidato che in questo momento ha un programma perché i programmi degli altri non si sono proprio visti. Quindi un evento molto importante – ha concluso il candidato a sindaco di Roma per Azione”.

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