Roma 2021, una campagna elettorale ‘soft’ tra bus e rifiuti

Rush finale a settembre, ad un passo dalle urne

candidati sindaci

Le cene elettorali, la formazione delle liste civiche, il rimpallo di accuse a distanza tra gli sfidanti, qualche iniziativa sui territori. Un mese dopo la definizione dei quattro candidati principali in corsa per il Campidoglio, a circa 90 giorni dal voto, la campagna elettorale a Roma stenta ad entrare nel vivo. La sensazione e’ che la contesa si giochera’ prevalentemente a settembre, ad un passo dalle urne. Difficile organizzare eventi piuttosto partecipati o fare tour delle periferie, tra il caldo torrido estivo e una citta’ svuotata dagli effetti della pandemia di Covid.

Per ora i quattro sfidanti – la sindaca Virginia Raggi a caccia di rielezione, il civico Carlo Calenda, Roberto Gualtieri per il centrosinistra ed Enrico Michetti per il centrodestra – battibeccano soprattutto su rifiuti e trasporti. I due temi piu’ sentiti dalla cittadinanza e che per qualita’ del servizio vedono Roma maggiormente attardata rispetto alle grandi capitali europee. Lo fanno con una comunicazione non invasiva. tra social, qualche manifesto sui bus e i primi poster elettorali. La contesa piu’ aspra e’ sui rifiuti, visto che da oltre un mese la citta’ attraversa una delle cicliche crisi di raccolta e smaltimento figlie di un ciclo non autosufficiente e privo di impianti.

La Raggi da tempo si scaglia contro la Regione Lazio sostenendo sia responsabile della situazione per la scarsita’ di impianti dove conferire. La Regione replica che per legge spetta al Comune indicare il sito di una nuova discarica. Per tamponare l’emergenza per almeno 6 mesi la Raggi, in qualita’ di capo della Citta’ Metropolitana, ha ordinato di riaprire l’invaso di Albano Laziale (chiuso dal 2016). Ottenendo il ricorso al Tar della cittadina dei Castelli Romani. Gli sfidanti pero’ contestano alla sindaca i tanti cambi di rotta e governance sui rifiuti in 5 anni, con la differenziata ferma al palo e l’assenza di nuovi impianti Tmb realizzati durante il mandato. Nessuno finora ha avanzato proposte di ‘rottura’ sui principali dossier cittadini. Prevalgono toni pacati misti ad aritmetica politica, con vista ballottaggio. Gualtieri insiste sulla necessita’ di usare correttamente i fondi Recovery per cambiare il volto della citta’ e si propone come interprete del ruolo forte dell’esperienza come ministro dell’Economia.

Calenda rimarca di essere l’unico in corsa che ha realmente avanzato un programma e pungola gli avversari chiedendo un confronto. Michetti invece si propone come allenatore di una squadra votato a semplificare il quadro normativo e a far ripartire la macchina comunale. La Raggi chiede una conferma per continuare la sua azione puntando sulla tris Recovery, Giubileo 2025 ed Expo 2030. Ma le polemiche incrociate non alzano mai eccessivamente il tono, perche’ soprattutto sull’asse Pd-M5s chi arrivera’ al ballottaggio avra’ necessita’ anche dei voti dell’altro. A determinare l’esito del voto in citta’ negli ultimi decenni sono stati spesso alcuni Municipi di periferia, che includono diversi dei quartieri cittadini dove convivono disagio sociale e carenza di servizi. Zone dove il voto si polarizza piu’ facilmente e i flussi elettorali sono capaci di creare lo scarto necessario per vincere. Finora i candidati hanno visitato le periferie in modo selettivo: Gualtieri e Calenda hanno aperto comitati distaccati ad Ostia, la Raggi e’ spesso a San Basilio, Michetti sta incontrando professionisti e comitati territoriali in tutta la citta’. A settembre per il finale della campagna e’ attesa una maggiore presenza dei leader politici nazionali a fianco dei singoli candidati.

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