Roma 2021: confronto Raggi-Gualtieri, alta tensione e distanza su alleanze

Scambi di accuse reciproche tra i due candidati in occasione del secondo faccia a faccia in vista delle elezioni comunali di ottobre a Roma. La prima cittadina della Capitale e l'ex ministro del Partito Democratico sono stati intervistati sul palco della festa del Fatto Quotidiano.

“La sindaca a volte parla con una dimensione lontana dalla realta’”, sostiene Roberto Gualtieri. La replica di Virginia Raggi: “Bisogna dire le cose vere”. Nel finale del dibattito alla Festa del Fatto Quotidiano tra i due candidati sindaco di Roma, l’ex ministro per il centrosinistra e la sindaca uscente per il M5s, c’e’ il riassunto del difficile dialogo tra le due forze politiche maturato nel corso di questi anni a Roma. Se a livello nazionale Pd e 5 stelle hanno governato e tuttora governano insieme – sono alleati a Bologna, Napoli e in Calabria – nella Capitale i 5 anni di governo pentastellato hanno lasciato scorie difficili da smaltire. A confronto sono solo in due, in apertura i moderatori del Fatto spiegano che Enrico Michetti, candidato del centrodestra, aveva declinato da subito l’invito, mentre Carlo Calenda si e’ sfilato dopo aver inizialmente accettato. Sono presenti sul palco in versione cartonato. Cosi’ un’ora di dibattito scorre via tra spigolature, brevi interruzioni reciproche, punti di vista divergenti su rifiuti, trasporti ed uso dei beni comuni. Ma soprattutto sulle prospettive in vista del ballottaggio. I sondaggi accreditano Michetti di un posto al secondo turno spinto dal voto di lista con Gualtieri secondo e la Raggi a contendergli la piazza assieme a Calenda. “A Roma non era possibile un’alleanza. Noi diamo un giudizio negativo sull’amministrazione uscente. Abbiamo avuto una riduzione del numero di chilometri dei bus, i soldi dati da anni per ristrutturare le metro non spesi, un blocco della costruzione e la progettazione delle nuove metro”, sostiene Gualtieri. “Che la citta’ sia stata amministrata male – prosegue – credo sia sotto gli occhi di tutti. E’ un giudizio sul merito, senza attacchi personali”. La replica della Raggi: “Le alleanze si fanno sul programma, con i cittadini. Sulla base del programma si possono generare eventualmente alleanze. A Roma ci sono differenze sui programmi: si pensi ad Atac, io ho lottato con le unghie e i denti per tenerla pubblica, il Pd voleva privatizzarla”.

Capitolo ballottaggio. Gualtieri ricorda: “Al secondo turno ci rivolgeremo a tutti gli elettori di Raggi e Calenda, non faremo apparentamenti, penso su questo sia d’accordo anche la sindaca, chiederemo un voto in alternativa al centrodestra. Credo che a Roma abbia prevalso un anima del Movimento piu’ orientata ad una sensibilita’ di centrodestra, ma penso la maggioranza degli elettori M5s votera’ per il centrosinistra al ballottaggio”. La sindaca risponde: “Credo di avere tutte le carte in regola per arrivare al ballottaggio. In periferia sono molto amata, i cittadini mi raccontano che non vedevano un sindaco li’ da 20/30 anni. I sondaggi credo lascino il tempo che trovano”. Prima del finale, scintille sulla fine dell’esperienza di Ignazio Marino in Campidoglio, defenestrato nel 2015 da una maggioranza a guida Pd con le firme dal notaio. Gualtieri, rimproverando alla Raggi delle parole usate ieri in un comizio a San Basilio, incalza: “Roma ha avuto degli ottimi sindaci, Veltroni, Rutelli, Marino, inviterei la sindaca ad avere maggiore cautela nelle sue parole”. La Raggi allora interviene sostenendo: “Marino lo avete pugnalato voi e ora nelle tue liste ci sono i suoi stessi accoltellatori. Io a Marino ho chiesto scusa”. L’ex ministro allora replica: “Una delle persone piu’ vicine a Marino, Giovanni Caudo che e’ stato suo assessore, oggi e’ convintamente capolista di una delle liste che mi sostengono. Io sono uno che ricuce, non difendo l’indifendibile, con Marino e’ stato fatto un errore, ho un giudizio molto positivo della sua esperienza”. Ultimi scambi sullo sgombero del palazzo occupato da CasaPound all’Esquilino. L’ultimo mese di campagna si annuncia ricco di scintille tra i due per contendersi uno spazio elettorale affine.

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