Roma 2021, è corsa a quattro per il Campidoglio

tra rifiuti e trasporti

Archiviate le primarie del centrosinistra con il successo largo di Roberto Gualtieri del Pd, ora la corsa per il Campidoglio si restringe a quattro candidati. La sfida appare aperta e senza favoriti tra l’ex ministro dell’Economia, il ticket del centrodestra con Enrico Michetti e Simonetta Matone, la sindaca uscente Virginia Raggi del M5s e Carlo Calenda con un profilo civico e il sostegno di Italia Viva.

Gli ultimi sondaggi parlano di Michetti in testa, seguito a breve distanza da Gualtieri, poi Raggi e Calenda piu’ distaccato. E uno scenario variabile al ballottaggio a seconda di chi ci arrivera’. L’unica certezza: negli ultimi decenni ha vinto chi e’ riuscito ad ottenere il favore di alcuni quartieri di periferia – Ostia, Tor Bella Monaca, Tuscolano – dove il voto e’ piu’ polarizzato e capace di far maturare distacchi elettorali. Alle urne mancano meno di 4 mesi.

Il voto si annuncia pieno di letture in chiave nazionale sulla tenuta dell’alleanza tra Pd ed M5s – che a Roma non ci sara’ almeno al primo turno – e sui rapporti di forza nel centrodestra tra Lega e Fratelli d’Italia. Una dinamica che potrebbe distogliere l’attenzione dal dibattito sui temi cittadini. Roma fatica a diventare una citta’ moderna, con un sistema di trasporti pubblici e smaltimento dei rifiuti all’altezza di una Capitale europea. Quasi un milione di persone vive in quartieri dormitorio distanti anche 25 chilometri dalle bellezze da cartolina dell’area monumentale.

Con la pandemia di Covid che ha svuotato il centro storico – tra assenza di turisti e smart working – e accentuato le differenze di reddito tra quartieri. Di fronte a questo scenario che ricette propongono i candidati?.

Virginia Raggi e’ in campagna da quasi un anno, ha ritrovato il favore del M5s, ora guidato da Giuseppe Conte, e chiede di poter completare i progetti avviati: dalla manutenzione ordinaria di strade e verde alla realizzazione di una serie di tram ed opere di mobilita’. Nel corso del primo mandato la sindaca ha messo mano alla pulizia dei conti di Palazzo Senatorio e acquistato 900 bus nuovi per Atac, ma non ha realizzato un solo nuovo chilometro di metropolitane ne’ linee tram. Ora, guardando al mondo delle imprese, propone di attrarre investimenti con la tris composta da fondi Recovery, Giubileo del 2025 e candidatura ad Expo.

Anche Gualtieri punta ad una ‘cura del ferro’, sfruttando anche le risorse del Recovery per realizzare 4 linee tram, su tutte la Termini-Vaticano-Aurelio, entro il Giubileo 2025. Mentre sul versante dei rifiuti, tasto dolente della giunta M5s, ha chiarito il suo no ai termovalorizzatori ritenuti una tecnologia superata, puntando sulla crescita del porta a porta e della raccolta puntuale. Tra le prime azioni che metterebbe in campo l’ex ministro ha indicato una pulizia straordinaria della citta’.

Il voto delle primarie ha evidenziato che la sua candidatura funziona in centro storico ed in quadranti come Monteverde e il Prenestino, ma non trascina in periferie come Tor Bella Monaca e Torre Angela.

Enrico Michetti e’ giunto per ultimo nella contesa elettorale, il suo programma e’ ancora in divenire. Finora, tra rievocazioni retoriche dei fasti dell’antica Roma, il ‘tribuno’ ha parlato di legalita’, pacificazione sociale e investimenti per il rilancio. Secondo l’avvocato i termovalorizzatori sono una scelta estrema, chiede invece di puntare sul riciclo dei rifiuti. Mentre si dichiara contrario all’applicazione della direttiva Bolkestein per il commercio ambulante. La sua campagna potrebbe essere caratterizzata dalla presenza dei leader del centrodestra ad accompagnarlo nei territori cittadini.

In pista da 8 mesi, Carlo Calenda, il piu’ corrosivo nei confronti degli sfidanti, ha sviluppato diversi punti programmatici. Il leader di Azione parla di messa a bando di alcuni servizi, come il trasporto pubblico, e di ricambio della classe dirigente cittadina. Punto sui rifiuti: costruire o riqualificare due Tmb, realizzare dei nuovi impianti per produrre biometano, fondere Ama in Acea. Insomma, per ora, tutti i candidati parlano soprattutto di rifiuti, trasporti e decoro, con varie declinazioni. Manca ancora una proposta dirompente capace di accendere il dibattito e spostare consensi.

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