Roma 2021: i sindacati chiedono ai candidati sindaco, “un patto per il lavoro e lo sviluppo sostenibile”

"'Lavoriamo per Roma' è lo slogan che abbiamo scelto a sostegno della vertenza sindacale per il futuro della Capitale e per cui continueremo a batterci, sperando almeno questa volta di avere al nostro fianco la nuova amministrazione comunale", hanno dichiarato stamattina da Cgil, Cisl e Uil durante una conferenza

Cgil, Cisl e Uil questa mattina, durante una conferenza, hanno presentato proposte ai candidati sindaco di Roma per il rilancio della Capitale. “Il confronto con chi si candida a governare la città necessita di regole di ingaggio certe. Per questo chiediamo ai candidati che vorranno confrontarsi con Cgil, Cisl e Uil l’impegno a sottoscrivere un Patto per il lavoro e lo sviluppo sostenibile della Capitale. Delle 10 azioni che la nuova amministrazione dovrebbe mettere in campo questa è la prima e ineludibile – sottolineano i sindacati -. Siamo convinti che il rilancio della città passi da un impegno corale di tutte le forze che credono che cambiare Roma sia possibile. ‘Lavoriamo per Roma’ è lo slogan che abbiamo scelto a sostegno della vertenza sindacale per il futuro della Capitale e per cui continueremo a batterci, sperando almeno questa volta di avere al nostro fianco la nuova amministrazione comunale”. Gli altri nove punti sono sintetizzati in tre aree: affrontare le emergenze, vivere la città rendendola vivibile, pulita e intelligente, e la terza area è la città del futuro che nello specifico riguarda proposte per attrarre giovani, includere le diversità e la sfida Capitale.

Michele Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio ha spiegato che “siamo a meno di un mese dalle elezioni e abbiamo voluto proporre un decalogo di azione ai candidati per provare a far diventare la campagna elettorale di Roma una campagna che affronti dal lato soluzioni e non dal lato polemiche le strategie migliori per rilanciare la città”. Azzola ha fatto un appello ai cittadini romani “a partecipare al voto, devono sceglierlo sulla base della miglior conoscenza e possibilità di realizzare le proposte. Così si può partecipare al rilancio della città. Non abbiamo scelto di fare una iniziativa con i candidati – ha aggiunto – ma interrogarli su una serie di proposte. Di queste dieci, l’azione primaria è l’attivatore sociale dei diritti senza cui tutto è difficile. La strada è quella del lavoro, senza quello è difficile immaginare che i giovani possano andare a vivere da soli. Roma è diventata la città dei lavoretti. Aumento spaventoso di contratti a termine, di breve e brevissima durata. Ai candidati chiediamo un patto per il lavoro di qualità e di sviluppo sostenibile – ha sottolineato Azzola -. Prima leva deve guardare al lavoro che produce il comune direttamente. Seconda leva riguarda gli investimenti. Siamo pronti ad aprire confronti nel merito di tutte le singole proposte”.

Carlo Costantini, segretario generale Cisl Roma Capitale e Rieti ha aggiunto che i punti critici evidenziati nel programma sono “la fotografia di un disastro, di una perdita di autorevolezza di questa giunta e di quelle che la hanno preceduta. La pandemia ha fatto da miccia a tante situazioni che già c’erano. Da patto per il lavoro discendono gli altri nove punti, e ai candidati chiediamo di confrontarsi su questo punto. Chi andrà a governare Roma per i prossimi cinque anni deve assumere un impegno preventivo. Dobbiamo confrontarci. Il dialogo è quello che è mancato. I romani si devono riappropriare della propria città”. Alberto Civica, segretario generale Uil Lazio ha proseguito spiegando che “a Roma servirebbe un sindaco, cosa che non abbiamo avuto. Un sindaco che sia un punto di riferimento, un elemento di dialogo e stabilità nel rapporto con le altre istituzioni come regione e governo. Ci sono temi come i poteri di Roma che non possono essere risolti solo dal sindaco di Roma. Abbiamo assistito in questi cinque anni a un balletto tra comune e regione, e un rapporto col governo inesistente. Dobbiamo rivendicare che Roma è la Capitale d’Italia. Gli altri paesi europei investono sulle capitali”, ha concluso.

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