Roma 2021: slitta visita Meloni al Ghetto, non tutta Comunità d’accordo

A dopo il voto per l'elezione del sindaco

Slitta a dopo il voto per l’elezione del sindaco l’annunciata visita da parte di Giorgia Meloni e di una delegazione di Fratelli d’Italia alla comunità ebraica di Roma, per commemorare il rastrellamento del ghetto capitolino, il cui anniversario cade domani. In meno di 24 ore l’appuntamento è stato fissato e disdetto perché, ha fatto sapere Fdi, “all’interno della Comunità non tutti erano d’accordo nel portare questa testimonianza alla vigilia delle elezioni”.

Ieri il partito aveva annunciato che, dopo una “cordiale telefonata” alla presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, una delegazione di parlamentari avrebbe partecipato alla deposizione della corona di fiori in ricordo delle vittime del rastrellamento nazifascista del 16 ottobre 1943. In mattinata, quasi in contemporanea con la notizia dell’atto vandalico al comitato elettorale del candidato sindaco del centrodestra Enrico Michetti, è arrivata però la retromarcia.

“Con il presidente Dureghello – ha spiegato Fdi – avevamo concordato di partecipare per poter esprimere di persona la vicinanza e l’amicizia di Fratelli d’Italia e dei Conservatori europei. Purtroppo, però, ci è stato fatto sapere che all’interno della Comunità non tutti erano d’accordo nel portare questa testimonianza alla vigilia delle elezioni”.

Una situazione che ha quindi costretto Meloni ad annullare l’appuntamento, riprogrammandolo per i prossimi giorni. “Abbiamo deciso nel rispetto di tutti, e per evitare qualsiasi incomprensione in occasione della celebrazione di un anniversario così importante per la storia d’Italia e di Roma, di posticipare la visita a dopo le elezioni – ha sottolineato Fdi -. Il virus dell’antisemitismo non è stato ancora debellato e ribadiamo il nostro impegno per combatterlo senza reticenze e in ogni forma, vecchia e nuova, nella quale si manifesta”.

Dalla comunità ebraica filtra che la visita è stata annullata per questioni di “opportunita” nell’imminenza del voto, ma anche per evitare possibili contestazioni al momento della deposizione della corona. L’ultimo giorno di campagna elettorale per il ballottaggio è stato caratterizzato anche dall’atto vandalico andato in scena all’esterno della sede del comitato elettorale di Michetti in via Antonio Malfante. “Sono sconcertato, è una vergogna”, ha dichiarato l’avvocato, “molto turbato” per le minacce ricevute.

“Il nostro comitato è stato profanato e vandalizzato con le stelle a cinque punte delle Brigate Rossa, Michetti fascista e richiami a Piazzale Loreto”, ha quindi raccontato, spiegando che “questo è il risultato del clima di odio che si è creato intorno a me ed a tutto il centrodestra e che è stato alimentato in tutti questi mesi di campagna elettorale dalla sinistra”. L’accaduto è stato subito denunciato dalla Meloni, che ha chiesto “la condanna unanime da parte di tutte le forze politiche”. Condanna che è arrivata con attestati di solidarietà nei confronti di Michetti da parte ovviamente di Matteo Salvini e Antonio Tajani, ma anche dal segretario dem Enrico Letta, dal presidente del M5S Giuseppe Conte, e dall’avversario al ballottaggio Roberto Gualtieri.

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